La fuga in Arabia e il ritorno: Roberto Mancini di nuovo sulla panchina della Nazionale, Ranieri direttore tecnico

28 Luglio 2026 - 20:05
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La fuga in Arabia e il ritorno: Roberto Mancini di nuovo sulla panchina della Nazionale, Ranieri direttore tecnico

La fuga in Arabia e il ritorno: Roberto Mancini di nuovo sulla panchina della Nazionale, Ranieri direttore tecnico

La montagna ha partorito il topolino. Roberto Mancini è il nuovo allenatore della Nazionale. Lo ha annunciato il presidente della Figc, Giovanni Malagò, al termine del consiglio federale. “E’ una scelta di cui mi assumo la responsabilità”. Claudio Ranieri è il nuovo direttore tecnico.

“Conte poteva essere scelto”

“Conte poteva essere sicuramente un candidato per l’allenatore, Zola può essere sicuramente un nome che rientra nella scelta del terzo soggetto. Chiellini? Uno degli argomenti sul quale sono stato chiarissimo parlando con Paolo e Leo è che per rispetto di società che mi hanno candidato e sostenuto non vado a prendere delle persone che lavorano in società di Serie A. Su questo presupposto potevano esserci altri allenatori o direttori tecnici, nomi anche pesanti che però non ho mai preso in considerazione”.

Una pessima, pessima figura

Dispiace che un dirigente competente come Giovanni Malagò sia incorso in una pessima figura della quale deve assumersi la responsabilità. Perché se c’è stato un errore di Maldini e Leonardo sulla questione Pirlo(difficile che sapessero della pubblicità russa) entrambi si sono immediatamente dimessi. Ma davvero Mancini, certo artefice dell’ultimo trionfo azzurro, è eticamente una scelta giusta? No. Lo dice anche Fabio Capello, che da giocatore era legatissimo alla maglia azzurra. E lo dicono i fatti.

Andò via con una Pec ma si è scusato…….

Dopo la vittoria agli europei e l’eliminazione ai mondiali, Roberto Mancini lasciò la Nazionale con una semplice Pec, mandata da Mykonos. Andando in Arabia a guadagnare 25 milioni l’anno e costringendo la federazione a un braccio di ferro con il Napoli per ingaggiare Luciano Spalletti. Una cosa che Fabio Capello ritiene “incompatibile con il suo ritorno. Non si lascia la Nazionale e si ritorna a piacimento”.

Sul punto Malagò ha detto: “Mi chiedete se il passato di Mancini è stato tenuto in considerazione? Certo. e le scuse fatte da Roberto sono state importanti. Sono un presupposto della conferenza di domani. E’ evidente che sono state fatte tutte le valutazioni possibili”.

Il calciatore delizioso amato da Mantovani

A 18 anni Roberto Mancini era già un fenomeno, nel Bologna. Poi lo comprò la Sampdoria e divenne uno degli artefici dei successi di quella meravigliosa squadra. Era il pupillo del presidente Mantovani che gli regalò anche una villa. Quindi l’esperienza con la Lazio, il gol straordinario segnato a Parma.

Da allenatore vinse in pratica dopo calciopoli: tre scudetti (uno assegnato a tavolino) con l’Inter, le esperienze in Inghilterra, la straordinaria cavalcata londinese con la Nazionale.

Malagò e il calcio che brucia

Abile, diplomatico, bipartisan Giovanni Malagò è un eccellente dirigente sportivo. Lo è stato al Coni e anche nell’esperienza di Milano-Cortina. Soprattutto, nella comunicazione. In questo caso, gestita malissimo. Prima ha nominato Maldini e Leonardo, poi ha addirittura avallato un’ipotesi fantascientifica, quella di Guardiola, quindi ha accettato Andrea Pirlo, poi revocato per la questione russa. Ha scartato le altre ipotesi, compresa quella di Antonio Conte e di Silvio Baldini, pensando che la boutade estiva potesse essere addebitata ai due dirigenti. E infine ha richiamato un bravo allenatore che, però, rinunciò alla maglia azzurra per un pungo(si fa per dire..) di dollari. E ha abilmente chiamato Claudio Ranieri, forse lo sportivo più amato dagli italiani, per recuperare in termini di immagine.

Ma anche Paolo Maldini è un dirigente sportivo eccellente. Aveva preteso carta bianca e poi ha scoperto di essere stato lasciato solo. Con onestà si è dimesso. Ma se Pirlo non avesse avuto “l’incidente russo” sarebbe stato il Ct. Mentre Malagò ha detto che il commissario è una sua “scelta”. Il primo mese della Figc è stato un cabaret. Sperando e pregando che vada meglio.

 

 

 

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