La Grande fuffa Meazza bocciata dal Tar. Affondano i ricorsi contro San Siro

06 Ottobre 2026 - 22:35
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La Grande funzione urbana San Siro, nome urbanistico del progetto per il nuovo stadio di Milano con (parziale) demolizione del Meazza può decollare. Mentre la Grande fuffa ricorsi San Siro è stata definitivamente affondata dal Tar, che ha giudicato inammissibili per “indeterminatezza e mutevolezza” le azioni collettive promosse contro il progetto. Il Tar della Lombardia ha infatti bocciato tutti e sei i ricorsi, 60 “doglianze”, accorpati in un’unica udienza. La decisione attesa da mesi (i tempi tecnici per dare il via ai lavori sono stretti) interessa innanzitutto le due società Inter e Milan e il comune di Milano, che ha stipulato la vendita del Meazza e delle aree da edificare intorno al nuovo stadio: un accoglimento dei ricorsi avrebbe rimesso in discussione tutto.

Ora i lavori potranno prendere il via entro l’estate 2027. La decisione del Tar porta con sé però anche altre considerazioni importanti, di ambito più generale. Infatti, sebbene “nel merito dal Tar non arrivi alcuna approvazione o bocciatura della correttezza della ricostruzione comunale del quadro normativo applicabile, e nemmeno della legittimità o meno dell’iter amministrativo”, come tiene a precisare il Corriere, è però evidente che la bocciatura per “indeterminatezza e mutevolezza” dei ricorsi indichi la plateale insussistenza di tutte le doglianze: a partire da quella a lungo agitata (anche dalla politica) sul vincolo per vetustà dell’impianto, così come quella per le tempistiche dei bandi. Le cose sono state fatte in regola. Mentre le azioni dei singoli cittadini e dei mutevoli “comitati” sono inconsistenti. E’ poi interessante che l’unica “doglianza” su cui il Tar sia entrato nel merito, quella contro le procedure “accelerate” utilizzate per chiudere in tempo la vendita nel settembre 2025, sia stata respinta. La vicenda, pur non essendo direttamente collegata, getta una luce anche verso l’inchiesta penale in corso, quella in cui i dirigenti del comune e i consulenti delle società sono accusati di essersi “parlati” per facilitare l’iter. Il Tar non ci ha visto niente di male. La procura chissà.

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