La Juventus non è costretta a vendere: Carnevali detta la linea, fra plusvalenze e Settlement Agreement
L'analisi del mercato della Juventus al 30 giugno, fra cessioni e acquisti
"Non abbiamo la necessità di fare cessioni in questo momento". Giovanni Carnevali, amministratore delegato della Juventus, nella giornata di lunedì era stato chiaro, parlando in particolare di Fabio Miretti, ma estendendo il discorso a tutta la rosa. Alla fine, Miretti non è partito entro il 30 giugno, così come nessun altro elemento della rosa della prima squadra. Nel bilancio chiuso il 30 giugno alla voce cessioni figura quindi Giovanni Daffara, portiere classe 2004, l'anno scorso autore di una grande stagione in Serie B con l'Avellino, che passa al Parma per 5 milioni di euro, senza nessuna clausola che preveda la recompra da parte della Juve. Nel frattempo, la Juve acquista Jeff Ekhator per 18 milioni di euro bonus compresi (16+2) più il cartellino di David Puczka, valutato 5 milioni, al Genoa.
IL SETTLEMENT AGREEMENT
La giornata del 30 giugno è stata quella della definizione del Settlement Agreement fra la Juventus e la Uefa, che ricapitoliamo nei suoi passaggi fondamentali. L'accordo ha durata triennale, fino all’esercizio 2027/28, ed è correlato al mancato rispetto della UEFA Football Earnings Rule per il triennio 2022/23 - 2024/25. Il Settlement Agreement comporta:
- il pagamento di un importo “unconditional” pari a Eur 6,0 milioni, il cui onere sarà interamente imputato a conto economico nell’esercizio 2025/26;
- il potenziale pagamento di ulteriori importi “conditional”, pari al massimo a Eur 14 milioni, solo in caso di mancato rispetto dei parametri economici definiti con UEFA per l’esercizio in corso e per i prossimi 2 esercizi; la Società stima – allo stato attuale – di poter rispettare con adeguato margine tali parametri e, pertanto, di non dover sostenere tali oneri in futuro;
- limitazioni sportive standard rappresentate dalla necessità di rispettare taluni vincoli relativi al costo complessivo dei calciatori inclusi nella c.d. Lista A ai fini UEFA, nonché ulteriori sanzioni sportive in caso di violazioni significative dei parametri economici e sportivi definiti con UEFA".
La Juventus specifica che le condizioni sono sostanzialmente in linea con quelle ipotizzate dalla Società e con quelle ordinariamente applicate da UEFA ad altri club. E aggiunge che in caso di rispetto dei parametri economici su base aggregata nei tre esercizi 2024/25 - 2026/27, la Società avrà la possibilità di uscire anticipatamente dal regime previsto dal Settlement Agreement, e segnala di aver rispettato il parametro UEFA dello Squad Cost Ratio con riferimento alla data del 31 dicembre 2025, così come già avvenuto in occasione della rilevazione del 31 dicembre 2024.
LA POLITICA DEL CLUB
La politica della Juventus, in merito alle cessioni utili al bilancio è chiara: non si vende solo per il bilancio, a qualsiasi cifra, ma si prova a vendere bene. Se non si vende bene, è meglio affrontare il rischio di pagare le sanzioni della UEFA, piuttosto che svendere. E' per questo che Carnevali non ha ceduto Miretti, non smuovendosi dalla cifra richiesta dai bianconeri (15 milioni), più alta di tre milioni rispetto all'offerta del Bologna (12 milioni). Ed è per questo che la Juventus non si sta smuovendo dalla richiesta fatta all'Atletico Madrid per cedere a titolo definitivo Nico Gonzalez: la Vecchia Signora chiede almeno 30 milioni, i Colchoneros ne offrono al massimo 25. Il messaggio lanciato da Carnevali al mercato è chiaro: la Juventus non è costretta a vendere. Ascolta offerte per chiunque ed è disposta a cedere solo per cifre importanti o, per alcuni giocatori, per cifre davvero irrinunciabili. A maggior ragione essendosi liberata, da oggi, del pesantissimo ingaggio di Dusan Vlahovic, che nell'ultima settimana era salito fino a 12 milioni.
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