La moda ai Mondiali 2026 scende in campo: dietro alle divise delle nazionali ci sono grandi case di moda. Ma anche riferimenti alla mitologia, all'arte e alla storia di ogni Paese
Fischio di inizio: stasera alle 21, la partita Messico – Sudafrica inaugura i Mondiali di calcio 2026. Un’edizione senza Azzurri, che vedrà la partecipazione di 48 squadre e ha già attirato l’interesse della moda. Sfruttando la febbre da stadio, i brand di tutto il mondo hanno lanciato collaborazioni e capsule a tema. Alcuni sono scesi in campo, disegnando i completi indossati dai giocatori nei momenti ufficiali o le maglie, ricche di simboli e omaggi nascosti. E perfino una controversa battaglia…
La moda ai Mondiali. Chi veste le squadre fuori dal campo?
Ormai lo sappiamo: il calcio è una vetrina sempre più interessante per la moda, come dimostrano le numerose collaborazioni tra Maison e società sportive. Il sodalizio è esploso in vista della Coppa del Mondo 2026, che proseguirà fino al 19 luglio negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Alcune squadre hanno unito le forze con brand e stilisti internazionali, che hanno disegnato le divise (sul campo e fuori).
La favorita Spagna, per esempio, ha scelto come partner ufficiale Loewe, che vestirà la nazionale fuori dal campo. “Sotto la direzione creativa di Jack McCollough e Lazaro Hernandez – si legge in un comunicato diffuso a maggio – Loewe vestirà le squadre spagnole anche al di fuori del campo, in occasione dei tornei in tutto il mondo”. L’Uruguay invece può contare sui completi di Gabriela Hearst, ex direttrice creativa di Chloé.

La stilista uruguaiana Gabriela Hearst ha disegnato le divise su misura della nazionale dell’Uruguay per i Mondiali FIFA del 2026. (Press Office)
Nei momenti ufficiali la squadra degli Stati Uniti vestirà completi blu firmati BOSS, official businesswear provider della nazionale maschile. “BOSS porta lo stile BOSS nei momenti in cui ambizione, identità ed eccellenza sono in piena mostra – dichiara il brand nel comunicato ufficiale – Questo passo sottolinea la posizione del brand all’incrocio tra sport, cultura e stile”. C’è poi Mackage, fornitore ufficiale di abbigliamento fuori campo della nazionale croata, che ha anche creato una capsule collection di sneakers per la nazionale di calcio croata e la Federazione calcistica croata (HNS).

MACKAGE, fornitore ufficiale di abbigliamento fuori campo della nazionale croata. (Press Office)
L’Italia si prende la sua rivincita almeno in fatto di stile: Pignatelli vestirà il Marocco. Il brand ha annunciato la partnership con la Fédération Royale Marocaine de Football per la realizzazione delle divise ufficiali fuori dal campo della nazionale, della dirigenza e dello staff tecnico. Invece Boggi Milano è Formalwear Outfitter FIFA e licenziatario ufficiale della FIFA World Cup 2026 e della FIFA Women’s World Cup 2027. Questo significa che il marchio italiano è responsabile dell’abbigliamento dello staff FIFA e di chi fa parte dell’organizzazione, vestendo circa tremila persone.

Boggi Milano annuncia la collaborazione quadriennale in qualità di Official Formalwear Outfitter e Official Licensee della FIFA World Cup 2026™ e della FIFA Women’s World Cup 2027™.
Le maglie simboliche e artistiche
I riflettori, ovviamente, sono puntati sul campo: qui design, funzionalità ed estetica si intrecciano. Guardandole da vicino, alcune maglie nascondono simboli legati alla cultura del proprio Paese: il Ghana, per esempio, ha una maglia bianca con una ragnatela colorata, ispirata alla figura mitologica di Kwaku Ananse. La maglia rosa e celeste del Belgio celebra il pittore surrealista René Magritte – patrimonio nazionale – mentre la Costa d’Avorio ha portato i celebri alberi di baobab sulla seconda maglia.
Particolare attenzione merita il Messico, co-organizzatore dei Mondiali 2026: Adidas ha collaborato con il marchio messicano Someone Somewhere per creare la terza maglia della nazionale. La collezione in edizione limitata, composta da sei pezzi, è stata decorata a mano da 150 artigiane della regione della Sierra Norte de Puebla.
La maglia pre-partita della Francia, invece, è frutto della collaborazione tra Nike e Jacquemus e si ispira al soprannome della nazionale, Les Bleus. Una maglia interamente blu, con righe verticali bianche.
Nike ha collaborato anche con la Corea del Sud, in particolare con Peaceminusone, label fondata dalla star del K-pop G-Dragon. Il capo più simbolico della capsule “Tigers of Asia” è la t-shirt nera pre-partita con il motivo a margherita, segno distintivo del marchio, i cui petali sono bordati di rosso e blu in omaggio al Taegukgi, la bandiera nazionale della Corea del Sud.
Il caso della maglia di Haiti ritirata
Le maglie che vedremo in campo sono un po’ l’armatura dei giocatori. La nazionale di Haiti ha preso questa immagine alla lettera: voleva infatti citare una vera e propria battaglia, quella di Vertières: le maglie omaggiavano i protagonisti della rivoluzione del 1803, anno dell’indipendenza dalla Francia. Subito prima dell’inizio dei Mondiali 2026, però, la squadra ha dovuto cambiare la maglia: lo sponsor tecnico Saeta ha spiegato che la modifica è stata chiesta dalla FIFA perché mostrare un contenuto politico è una violazione del regolamento.
Per la squadra si tratta di un grande ritorno, a oltre cinquant’anni dall’ultima partecipazione ai Mondiali. La stilista Stella Jean ha celebrato questo spirito con la collezione lifestyle “L’Haitiana”, piena di richiami ai colori della bandiera nazionale, ai codici estetici del calcio e ai simboli dell’identità nazionale.
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