La MX-5 diventerà elettrica? Il CEO Mazda conferma l’inevitabile
C’è una notizia che gli appassionati di guida pura avrebbero preferito non sentirsi dire, o quantomeno non ancora. Masahiro Moro, CEO di Mazda, ha confermato in un’intervista quello che in molti temevano: la MX-5 potrebbe diventare elettrica. Non è una certezza ancora scritta nella pietra, non ci sono date né specifiche tecniche ufficiali, ma l’uso del verbo “inevitabile” da parte di Moro toglie ogni illusione a chi pensava che la piccola spider giapponese potesse sfuggire indefinitamente alla transizione. Il motore termico resterà a listino ancora per un po’, ma la direzione sembra segnata.
I primi segnali sono già qui
La gamma MX-5 ha già subito il peso delle normative rispetto a solo pochi anni fa. Mazda infatti offriva sulla spider il celebre motore 2.0 Skyactiv-G da 184 CV come soluzione top di gamma, oggi è rimasta a listino solo la variante base 1.5 Skyactiv-G da 132 CV.
Il motivo della sparizione non è un capriccio commerciale. Mazda ha eliminato dalla gamma del Vecchio Continente il 2.0 184 CV per non incappare in sanzioni da parte dell’Europa, visto che il motore emetteva circa 153 grammi di CO2 al km e rovinava la media di flotta. Era inoltre un motore non conforme alle nuove normative GSR2, e adattarlo e ri-omologarlo avrebbe richiesto investimenti significativi con il rischio comunque di pesanti sanzioni.
In pratica, il più coinvolgente se n’è andato non perché volessero toglierlo, ma perché tenerlo era diventato insostenibile sul piano economico e regolatorio. Una storia che si sta ripetendo con tutte le compatte sportive che negli ultimi anni hanno regalato divertimento a un prezzo contenuto.
Cosa aspettarsi da una MX-5 elettrica
Il problema tecnico più urgente che gli ingegneri Mazda devono risolvere è quello del peso. Una batteria agli ioni di litio di dimensioni sufficienti a garantire un’autonomia accettabile pesa centinaia di chilogrammi. La MX-5 ha scritto la propria storia nel nome della leggerezza e nella sua versione termica attuale pesa circa 1.000 kg. Gli ingegneri Mazda si sarebbero dati un peso target tra i 1.000 e i 1.200 kg anche per la variante a elettroni, un range che, se rispettato, permetterebbe di conservare buona parte del carattere dell’auto. Ma è un obiettivo ambizioso, considerando che quasi tutte le elettriche compatte in circolazione pesano tra i 1.500 e i 1.800 kg.
Come ci arriverebbero? La strada obbligata è quella dei materiali avanzati o di batterie a stato solido di nuova generazione, più leggere e più dense. In entrambi i casi si parla di tecnologie che o costano molto o non sono ancora pronte per la produzione di serie. Il rischio, senza queste soluzioni, è che la futura MX-5 elettrica costi come una Ferrari oppure abbia un’autonomia da citycar.
Un marchio fuori dagli schemi
La questione MX-5 porta con sé un interrogativo più ampio sul futuro di Mazda come marchio. Il costruttore di Hiroshima ha costruito la propria identità su un’idea molto precisa di automobile senza farsi trascinare dalle mode. Lo dimostra tutta la gamma dei SUV che rinnegano il dowsizing, con propulsori aspirati 2.0 e 2.5 L, oltre alla filosofia Jinba Ittai che da decenni guida le scelte tecniche e stilistiche del marchio.
Tradurre questa filosofia in un’auto elettrica senza tradirla è forse la sfida più difficile che Mazda abbia mai affrontato. Non è impossibile ma richiede un approccio radicalmente diverso da quello che si applica a un SUV o a una berlina di famiglia. Nel frattempo, Mazda assicura che il motore termico rimarrà a listino durante la fase di transizione. Il 1.5 Skyactiv-G continuerà a essere disponibile ancora per qualche anno, regalando agli appassionati il tempo necessario per godersi l’originale. Prima che arrivi l’inevitabile.
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