La «prima volta» di Meloni non è della destra, ma della sua idea di destra

01 Luglio 2026 - 11:32
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La «prima volta» di Meloni non è della destra, ma della sua idea di destra

Inutile stupirsi e perdere tempo in noiose precisazioni per spiegare a Giorgia Meloni che nella storia della Repubblica al Quirinale di uomini «non di sinistra» ne sono saliti eccome, per poi magari concedere che nella cosiddetta Seconda Repubblica, per una sorta di miracolo statistico, la scadenza del settennato non ha mai coinciso con una larga maggioranza parlamentare del centrodestra (che il centrosinistra invece non ha avuto mai).

Come ha notato giustamente Stefano Cappellini nella sua newsletter, il discorso della Meloni sul primo presidente della Repubblica non di sinistra ha lo stesso significato di tanti analoghi discorsi sul suo governo, (auto)celebrato mille volte come la prima, storica occasione della destra. E infatti, anche qui, è perfettamente inutile gridare che la destra al governo c’è stata per buona parte degli ultimi trent’anni.

Che si parli di Palazzo Chigi o del Quirinale, quando Meloni dice «la destra», quando allude alla storia della destra, intende chiaramente quella del Movimento sociale italiano, la cui Fiamma, non per niente, ha voluto nel simbolo del partito da lei fondato. Dovendo proprio fare i pignoli, si potrebbe semmai domandare quale fosse la storia e la tradizione cui si rifaceva, a sua volta, lo stesso Msi, e ragionare un po’ sulla proprietà transitiva delle radici e delle identità politiche, ma non vorrei sconvolgere il lettore con troppe clamorose rivelazioni tutte in una volta.

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