La riabilitazione passa dalla biobanca: grazie alla Fondazione Don Gnocchi in Italia il primo archivio biologico del recupero

Maggio 18, 2026 - 11:43
Aggiornato: 1 Ora Fa
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La riabilitazione passa dalla biobanca: grazie alla Fondazione Don Gnocchi in Italia il primo archivio biologico del recupero

La Fondazione Don Gnocchi inaugura la prima biobanca italiana dedicata alla riabilitazione e alla biologia del cambiamento. Un progetto innovativo che punta a raccogliere e analizzare nel tempo campioni biologici dei pazienti per comprendere i meccanismi del recupero e sviluppare terapie sempre più personalizzate. Un investimento da oltre 800 mila euro proietta la ricerca riabilitativa italiana nel network europeo del biobanking

La Fondazione Don Gnocchi ha realizzato la prima biobanca italiana interamente dedicata alla riabilitazione e alla biologia del cambiamento. L’obiettivo è raccogliere, conservare e gestire campioni biologici per studiare i processi che regolano il recupero dei pazienti e migliorare l’efficacia delle cure riabilitative.

La struttura opera secondo un modello “hub & spoke”: il centro principale, situato presso l’IRCCS Santa Maria Nascente di Milano, coordina lo stoccaggio definitivo e la distribuzione dei campioni biologici — sangue, plasma, siero, DNA e saliva — mentre le sedi di Firenze e Roma si occupano dell’arruolamento dei pazienti, della raccolta dei campioni e della loro conservazione temporanea.

Studiare il recupero per personalizzare le cure

Secondo Maria Cristina Messa, direttrice scientifica della Fondazione Don Gnocchi, pazienti affetti da patologie simili possono reagire in modo molto diverso alle stesse terapie riabilitative. Comprendere i meccanismi biologici che determinano queste differenze rappresenta oggi una delle principali sfide della medicina personalizzata.

La caratteristica distintiva della nuova biobanca è la raccolta longitudinale dei campioni biologici. I prelievi vengono effettuati in diversi momenti del percorso di cura, consentendo ai ricercatori di osservare come cambia l’organismo durante il processo di guarigione.

L’integrazione tra campioni biologici, dati clinici e valutazioni funzionali permette così di identificare biomarcatori predittivi del recupero funzionale, cioè indicatori biologici in grado di anticipare la risposta del paziente ai trattamenti riabilitativi e orientare terapie sempre più mirate.

Tecnologie avanzate e sicurezza continua per la biobanca

Per la realizzazione della struttura sono stati investiti oltre 800 mila euro. La biobanca dispone di tecnologie di conservazione ad alta sicurezza, con sistemi di stoccaggio a -80°C e -150°C monitorati 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Ogni campione viene inoltre gestito attraverso un sistema digitale di tracciabilità che assegna a ciascuna aliquota un codice identificativo univoco e una posizione mappata, garantendo precisione, controllo e affidabilità nella gestione dei dati biologici.

Le aree cliniche coinvolte

La nuova infrastruttura si concentrerà inizialmente su alcune aree cliniche considerate prioritarie:

  • patologie neurodegenerative
  • malattie pneumologiche
  • patologie cardiovascolari e cerebrovascolari
  • neuropsichiatria infantile
  • fragilità e invecchiamento

In una prima fase, la raccolta dei campioni sarà legata a protocolli di ricerca già approvati. Successivamente, il sistema verrà integrato in modo strutturale nei percorsi assistenziali dell’intera rete della Fondazione Don Gnocchi.

Il debutto europeo alla Biobank Week di Praga

Per la prima volta, la Fondazione Don Gnocchi parteciperà all’European Biobank Week, il più importante congresso europeo dedicato al biobanking, in programma a Praga dal 19 al 22 maggio 2026.

Durante l’evento, le ricercatrici Ivana Marvetano, Assunta Ingannato e Carlotta Gamberini presenteranno uno studio sull’impiego di sistemi automatizzati nella raccolta dei campioni biologici. La ricerca dimostra come l’automazione possa ridurre le variabilità dovute all’intervento umano, rendendo i campioni più affidabili e comparabili nel tempo.

L’innovazione è ulteriormente rafforzata da un sistema digitale capace di tracciare ogni campione lungo tutto il suo ciclo di vita, migliorando la qualità delle risorse biologiche a disposizione della ricerca riabilitativa.

Verso la rete europea della ricerca biomedica

La partecipazione all’European Biobank Week rappresenta anche un passaggio strategico verso l’ingresso nel nodo italiano dell’infrastruttura europea BBMRI-ERIC, il network continentale che coordina biobanche e risorse biomolecolari per la ricerca scientifica.

L’obiettivo della Fondazione è ampliare le collaborazioni internazionali, aumentare la visibilità della propria biobanca e accedere a nuove opportunità di finanziamento europeo.

Cresce il ruolo della Fondazione nella ricerca italiana

Il rafforzamento della ricerca scientifica della Fondazione Don Gnocchi trova conferma anche nei risultati ottenuti a livello nazionale. Nell’ambito del bando di Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute, la Fondazione ha infatti ottenuto il finanziamento di dieci progetti, consolidando il proprio ruolo nei programmi di ricerca italiani ed europei. La realizzazione della biobanca è stata possibile grazie al sostegno del Ministero della Salute, della Banca d’Italia e della Fondazione Barbaglia.

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