La Roma di Mourinho: la Conference League vinta, l'Europa League persa e i sesti posti. Ma i risultati sul campo non inquadrano l'impatto dello Special One
Riviviamo alcune delle immagini lasciate dal tecnico di Setubal nella Capitale
Josè Mourinho torna a Roma. Nella sua Roma, quella giallorossa: quella che lo ha salutato con queste parole, dopo l'esonero all'inizio del 2024: "Tutte le volte che ti sei schierato, per il tuo romanismo sarai sempre rispettato". Mourinho a Roma ha vinto "solo" una Conference League, ma ha lasciato senz'altro il segno. E qui ricordiamo brevemente come.
L'AFFERMAZIONE IN CONFERENCE LEAGUE
Ricordate le recenti parole di Antonio Conte, che ha detto di voler allenare una squadra che ha smarrito il rapporto con la propria storia? Ecco, Mourinho a Roma ha fatto qualcosa del genere, riportando entusiasmo in una piazza intorpidita da anni, dopo gli addii di totem come Totti e De Rossi. "Er sold out" dell'Olimpico è tornato ad essere un tema rispetto ai tifosi della Lazio: i trofei vinti nel 2009 e nel 2010 con l'Inter, proprio a scapito della Roma, sono stati messi velocemente in seconda fila nella memoria collettiva dei giallorossi: in prima c'è la notte di Tirana, il goal di Zaniolo - che ci ha raccontato di essere stato fortemente voluto in campo proprio dall'allenatore, in barba ai consigli dello staff - in finale di Conference League 2022 contro l'odiato Feyenoord.
"I ricordi della mia carriera sono tanti, belli e brutti - diceva Mou nel febbraio del 2024, poco prima di venire esonerato - Però se devo sceglierne uno magari dico l'ultimo. Non è il trofeo più importante che ho vinto, ma per la dimensione di gioia che ha portato dico la Conference League conquistata con la Roma. Se devo scegliere dico questo".
LE PAROLE DI GASPERINI
"È giusto che sia così", ha detto Gasperini a proposito del probabilissimo tributo dell'Olimpico nei confronti dello Special One, "perché nei confronti di Mourinho c'è stato sicuramente un amore importante da parte dei tifosi e quindi merita tutto il riconoscimento che gli tributerà la gente. Sono cose che ognuno sente e che non si possono fermare. Sono anche convinto che, quando inizierà la partita, si lasceranno da parte tutti i sentimenti e la gente di Roma tiferà esclusivamente per la propria squadra".
IL BILANCIO
68 vittorie, 30 pareggi e 40 sconfitte in 168 panchine. Tre sesti posti in campionato e una finale di Europa League persa a Budapest contro il Siviglia: questo va aggiunto al bilancio complessivo, con in rosa giocatori del calibro di Abraham, Pellegrini, Dybala, Matic, Wijnaldum. Un quadro che in fin dei conti non si discosta troppo da quello di Paulo Fonseca, trofeo europeo a parte. Ma allora la Conference nemmeno esisteva. Eppure l'impatto di Mourinho alla Roma è andato ben oltre i "semplici" risultati sul campo e per comprenderlo basta leggere le sue parole di qualche giorno fa al Corriere dello Sport:
“Non esiste e non esisterà mai una parola mia contro la Roma o contro la sua proprietà: quando esco, esco pulito e con un sentimento che sarà per sempre casa mia. Ho fatto un commento negativo per il quale mi sono scusato con Tiago Pinto. Ne esco pulito. Qualche volta può sembrare di no, ma nei rapporti umani, all’interno del club, sono una persona molto educata".
"Questo legame coi tifosi nasce anche dal loro amore per il club, una cosa che non può non toccarti. Loro hanno capito che ho dato tutto. Ho commesso degli errori, ho sbagliato, ho perso partite, ma hanno sempre capito che ho lottato per loro". E mercoledì glielo dimostreranno.
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