La Russa: “Con Meloni l’Italia ha ritrovato credibilità internazionale. Dicevano che ci avrebbero preso a pedate, dopo 4 anni il Times dice che l’Europa deve imparare da Giorgia”

“Quando è arrivata la Meloni dicevano che ci avrebbero preso a pedate nel giro di pochi mesi perché eravamo poco credibili. Bene, sono passati quattro anni e oggi il Times dice che l’Europa deve prendere insegnamento dalla Meloni. E scusate se è poco. Per me è la cosa più importante non per un fatto di vanità perché vuol dire che ha quella credibilità per l’Italia, gli italiani, le imprese italiane. Certo c’è tantissimo da fare”. All’Enta Forum di Ragalna, a Catania, Ignazio La Russa parla degli ultimi quattro anni passati e dunque dalle elezioni politiche del 2022 che hanno portato Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia a Palazzo Chigi e che hanno regalato all’Italia il governo più longevo della sua storia repubblicana. Il Presidente del Senato, interpellato proprio sulla possibilità di maturare questo risultato, parla a cuore aperto: “Ci speravo e, conoscendo Giorgia Meloni, era un risultato possibile. Lei ha detto che non l’hanno vista arrivare io, invece, l’ho vista crescere. Quindi, ero assolutamente consapevole che sarebbe stata la vera novità. Non della politica italiana, della politica europea. E, come dice il Times, forse della politica mondiale”.
Il futuro con lo sguardo al Quirinale
E per La Russa la possibilità di vedere Meloni vestire i panni di prima carica dello Stato è un sogno che sicuramente lo emoziona, soprattutto per il suo primato di prima donna a capo del governo italiano: “L’ho già detto: non sarà questa volta, ha ancora un ruolo importante nel centrodestra ma non capisco perché meravigliarsi che quella che è la prima premier donna possa legittimamente essere una splendida presidente della Repubblica. A me piacerebbe sarei felice”. Anche su sé stesso ha le idee chiare: il Quirinale non è nel suo futuro: “Primo, nessuno mi vorrebbe. Secondo, modestamente non lo vorrei neanche io”. “Che sono pazzo? La mia passione è la politica e già a fare il Presidente del Senato scalpito”, dice tra il serio e il faceto.
La presidenza del Senato e l’imparzialità del ruolo
E proprio sul suo ruolo di seconda carica dello Stato, che riveste da quattro anni, tra il suo bilancio di legislatura: “Ci sono stati miei predecessori che hanno, addirittura, fondato dei partiti mentre erano presidenti del Senato, invece quando io faccio una dichiarazione dicono tutti: ‘Ah, però La Russa’. Ma io non sono il Presidente della Repubblica, per fortuna vostra e anche mia. Quindi, io so distinguere i miei ruoli. Da Presidente del Senato cerco di essere, e penso di riuscirci, il più imparziale possibile quando sono fuori da quei ruoli ed esprimo liberamente, anzi moderandomi, il mio pensiero”, conclude.
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