La Sicilia punta sul biometano, a Palermo via ai lavori per il primo impianto da discarica

Il biogas generato dai rifiuti conferiti nella discarica di Bellolampo non sarà più utilizzato per produrre elettricità da immettere – e dunque disperdere – nella rete nazionale, ma verrà purificato e trasformato in biometano, che sarà immesso direttamente nella rete di distribuzione cittadina. Sono iniziati ieri a Palermo i lavori di Asja Energy per la conversione dell’impianto esistente, con l’entrata in esercizio della nuova struttura prevista entro giugno 2027. Sarà il primo impianto siciliano per la produzione di biometano dal biogas generato dai rifiuti urbani conferiti in discarica e il primo in Italia a immettere questo gas rinnovabile in una rete di distribuzione cittadina, quella gestita da AMG Energia, società del Comune di Palermo.
La nuova struttura produrrà oltre 4 milioni di metri cubi di biometano all’anno, sufficienti a coprire il fabbisogno di gas di circa 10.500 famiglie palermitane. La produzione consentirà di evitare ogni anno il consumo della stessa quantità di gas fossile importato e l’emissione in atmosfera di circa 8.000 tonnellate di CO2.
Il progetto non consumerà nuovo suolo, perché verrà realizzato nelle aree già occupate dall’impianto di generazione elettrica di Asja Energy, recuperando anche molte delle infrastrutture esistenti. La conversione rientra nel più ampio sviluppo della Piattaforma impiantistica di Bellolampo, destinata a diventare uno dei principali poli per la trasformazione e la valorizzazione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata.
A questi benefici ambientali si aggiungono quelli economici per la città. Asja Energy verserà circa 16 milioni di euro di royalty nell’arco dei prossimi 19 anni a RAP, Risorse Ambiente Palermo S.p.A. Si tratta della società in house del Comune di Palermo, costituita con capitale interamente pubblico per gestire i servizi d’igiene urbana: Palazzo delle Aquile ne è il socio unico ed esercita sulla società un controllo analogo a quello svolto sui propri uffici interni.

«Con questo progetto, Bellolampo si afferma come hub tecnologico di innovazione sostenibile, in una città come Palermo che ha saputo cogliere le opportunità della transizione energetica e dell’economia circolare e trasformarle in benefici ambientali ed economici concreti per le famiglie palermitane – spiega il presidente di Asja Energy nonché firma di prestigio di greenreport, Agostino Re Rebaudengo –. Asja è un partner storico di Palermo, dove continuiamo a portare il nostro know-how tecnologico interamente italiano e maturato in oltre trent’anni di lavoro nelle energie rinnovabili».
Come funziona il processo? All’interno delle discariche, la naturale fermentazione dei rifiuti organici genera il biogas, ovvero un gas composto per lo più da CO2 (anidride carbonica) e CH4 (metano), che è necessario captare prima che venga diffuso in atmosfera; a quel punto è possibile trasformare un pericolo per il clima in fonte di energia rinnovabile. Sono due le opzioni possibili: bruciare il biogas per produrre energia elettrica – che risulta prodotta da fonte rinnovabile, dato che proviene da scarti organici – oppure purificare il biogas per trasformarlo in biometano, una molecola identica al metano d’origine fossile ma con l’enorme pregio, anche in questo caso, di essere rinnovabile.
La molecola chimica è sempre CH4, ma la provenienza della fonte energetica fa tutta la differenza del mondo: una volta bruciato il biometano, al contrario del suo corrispettivo di provenienza fossile, produrrà CO2 neutra dal punto di vista delle emissioni climalteranti. Questo perché l’anidride carbonica prodotta dalla sua combustione è la stessa CO2 fissata dalle piante (o assunta dagli animali in maniera indiretta tramite le piante), al contrario di quanto avviene per la CO2 dalla combustione dei carburanti fossili, stoccati geologicamente nel sottosuolo. Oggi, inoltre, produrre energia rinnovabile e gas rinnovabili non è positivo "solo" per contrastare gli effetti della crisi climatica ma è anche e soprattutto una questione di sicurezza nazionale ed Europea poiché permette una maggiore indipendenza del nostro Stato.
Oggi la produzione potenziale complessiva di biogas e biometano a livello nazionale è stata stimata in 10.181.663.885 mc di biogas, con 5.698.507.341 mc riconducibili a biometano. A dominare è la produzione a partire da scarti agricoli, dato che quella da rifiuti si ferma per ora a circa 800 milioni di mc l’anno, ma – come evidenzia Legambiente – resta strategica per l’economia circolare.
«Con l’avvio di questo impianto Palermo compie un passo decisivo verso un modello di sviluppo fondato sull’innovazione, sulla sostenibilità e sull’economia circolare – conclude il sindaco palermitano, Roberto Lagalla – Trasformare il biogas prodotto a Bellolampo in biometano da immettere nella rete cittadina significa restituire ai palermitani energia pulita, ridurre la dipendenza dal gas fossile e creare valore per il territorio».
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