La svolta “pop” del lusso: Swatch starebbe avviando una collab con Audemars Piguet
Questa mattina una criptica pubblicità diffusa sui principali quotidiani e piattaforme online ha stuzzicato la curiosità degli appassionati e collezionisti di orologi. La campagna pubblicitaria diffusa da Swatch, con le sole parole ‘Royal’ e ‘Pop’, e scritte tra l’altro con il medesimo carattere tipografico utilizzato per il leggendario modello ‘Royal Oak’ di Audemars Piguet, ha alimentato le speculazioni, suggerendo che il gigante del quartz stia pianificando di creare una versione accessibile e “pop” di uno dei più riconoscibili orologi di lusso al mondo. L’unica informazione in più al riguardo è una data, riportata con la stessa font delle due parole, ovvero ‘May 16th’ (16 maggio).
Come ricorda il magazine specializzato Style, il ‘Royal Oak’, disegnato da Gerald Genta nel 1972, è considerato un capolavoro del design orologiero della maison di lusso svizzera ed è in effetti singolare il pensiero di un possibile accostamento con una casa di segnatempo che si rapporta invece con tutt’altra fascia di mercato. Swatch infatti è un marchio che si è sempre contraddistinto per la produzione di orologi al quarzo più accessibili e la sua collaborazione, se confermata, con Audemars Piguet potrebbe segnare un punto di incontro tra due mondi davvero molto distanti. E questa scelta potrebbe essere interpretata come un tentativo da parte di Ap di rinnovare la propria immagine e raggiungere un pubblico più giovane e diversificato, spingendo il proprio brand in un segmento di mercato più ampio.
Tutto questo in un settore, quello orologiero, che, come sottolineano gli ultimi dati riportati dalla Fédération de l’industrie horlogère suisse (Fh), sta attraversando una fase di normalizzazione dopo il picco post-pandemico, e dove un’iniziativa di questo tipo potrebbe rivelarsi una mossa strategica di riposizionamento. Il mercato orologiero di lusso, infatti, è storicamente dominato da marchi come Rolex, Patek Philippe e altre case svizzere di alta orologeria, che occupano una posizione quasi monopolistica, in particolare nel segmento del secondo polso, con una domanda che continua a rimanere solida anche per orologi di seconda mano. Secondo inoltre uno studio di Grand View Research, il mercato globale degli orologi di lusso è stato stimato a circa 45 miliardi di dollari nel 2023, con una crescita prevista fino a oltre 62 miliardi di dollari entro il 2030, e con un tasso composto (Cagr) del 4,7% nel periodo 2024-2030. Al contempo, il mercato secondo polso sta crescendo a un ritmo ancora più rapido, con una previsione di crescita del 9,2% nello stesso periodo.
Nello specifico, nel 2025 le esportazioni di orologi svizzeri hanno registrato una flessione dell’1,7%, attestandosi a circa 26,5 miliardi di franchi (circa 25,18 miliardi di euro). Questo ridimensionamento si inserisce in un contesto economico globale segnato da incertezze, tra cui la debolezza del mercato cinese e l’impatto dei costi, come le oscillazioni dei prezzi dell’oro. Inoltre, i volumi di orologi esportati sono scesi a 14,6 milioni di pezzi, segnando una contrazione del 4,8 per cento. Sebbene il mercato si stia stabilizzando, i primi dati del 2026 mostrano segni di lieve flessione (-1% a marzo), ma anche una tenuta su base trimestrale (+1,4 per cento).
In questo panorama competitivo e costellato da fluttuazioni, e con l’egemonia di maison del lusso come Rolex, Audemars Piguet potrebbe trovarsi di fronte alla necessità di evolversi e diversificare per mantenere una posizione di rilievo. La collaborazione con Swatch, quindi, potrebbe rappresentare una strategia vincente per raggiungere una nuova generazione di appassionati e collezionisti, rafforzando il brand e rendendo il ‘Royal Oak’ accessibile a un pubblico che altrimenti potrebbe non avvicinarsi mai al segmento di alta orologeria.
Mutatis mutandis, si potrebbe parlare negli stessi termini anche della collaborazione di successo tra Swatch e Omega per il lancio del ‘MoonSwatch’, grazie alla quale si è resa accessibile un’altra icona dell’orologeria (certo non dello stesso calibro del ‘Royal Oak’). C’è da dire, però, che non è la prima volta che il nome di Audemars Piguet viene accostato a Swatch. Come ricorda un altro magazine di settore, Stuff, durante il lancio proprio del ‘MoonSwatch’, François-Henry Bennahmias, all’epoca CEO della maison orologiera di lusso, aveva lodato pubblicamente la partnership tra Swatch e Omega, definendola un’idea brillante per rivitalizzare il settore e avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’orologeria di alta classe. Inoltre, durante il lancio della collaborazione Swatch x Blancpain, l’account Instagram ufficiale di Audemars Piguet aveva sollevato ironicamente la domanda: “Quando lanciamo”?. Questo apprezzamento da parte della label elvetica fa pensare dunque che l’azienda non veda questa collaborazione con Swatch come una minaccia, ma piuttosto come un’opportunità per allargare la propria portata.
Non rimane che aspettare il fatidico prossimo 16 maggio per scoprire come si evolverà la possibile collaborazione tra due colossi del mondo dell’orologeria. Ironicamente, è solo questione di tempo.
Entrambe le maison orologiere, interpellate da Pambianconews, non hanno fornito alcuna conferma o smentita.
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