La tragedia di Seveso e il ricordo delle istituzioni: “Da quel ricordo un monito all’Europa per salvaguardare l’ambiente”

10 Luglio 2026 - 15:44
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La tragedia di Seveso e il ricordo delle istituzioni: “Da quel ricordo un monito all’Europa per salvaguardare l’ambiente”

Seveso

“La tragedia dell’Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l’avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti – anche in Italia – come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive. E’ una strada che va costantemente percorsa con determinazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia commemorativa del 50° anniversario del disastro nello stabilimento Icmesa.

La storia del disastro

 il 10 luglio 1976 nell’azienda svizzera ICMESA, di proprietà prima della Givaudan e dal 1963 della Hoffmann-La Roche, che causò la fuoriuscita e la dispersione nell’atmosfera di una nube di diossina TCDD, una sostanza artificiale estremamente tossica. Il veleno investì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi della bassa Brianza, particolarmente quello di Seveso.

Il disastro, che ebbe notevole risonanza pubblica e a livello europeo, portò alla creazione della direttiva 82/501/CEE, nota anche come direttiva Seveso.

Si trattò del primo evento nel quale la diossina si era diffusa nell’atmosfera e aveva colpito la popolazione e l’ambiente circostante. Secondo una classifica del 2010 del periodico Time, l’incidente è all’ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia. Il sito americano CBS ha inserito il disastro tra le 12 peggiori catastrofi umane ambientali di sempre. I danni riscontrati dai privati furono risarciti dalla multinazionale tramite il proprio ufficio di Milano. Nel giro di tre anni de Puryi liquidò oltre 7 000 pratiche con pagamenti effettuati direttamente ai privati, per una spesa complessiva di circa 200 miliardi di lire.

Il Capo dello Stato e il richiamo alla Ue

“Il progresso tecnologico deve essere a servizio dell’uomo, delle comunità. Qualsiasi opinione che immagini possibile pianificare cinicamente uno scambio tra costi umani e vantaggi economici va respinta con fermezza. L’Europa deve saper offrire una sua risposta equilibrata al mondo. Una comunità cresce, produce, vive assicurandosi l’avvenire, se sa far proprio il valore della sostenibilità delle risorse dell’ambiente e il consolidamento della coesione sociale”, ha detto ancora Mattarella riferendosi a Seveso.

Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Fontana: “Una comunità che ha saputo rialzarsi”

“A 50 anni dal disastro di Seveso, la memoria torna a quei giorni drammatici che hanno segnato in modo indelebile la storia italiana ed europea. Il 10 luglio 1976 resta una data che richiama la costante necessità di coniugare lo sviluppo industriale con la tutela della salute e dell’ambiente, il lavoro con la centralità della persona. Alle comunità colpite, che hanno saputo rialzarsi con coraggio, responsabilità e forte impegno, rivolgo oggi il mio pensiero e la mia vicinanza”, ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

Pichetto: “L’industria prese coscienza dei rischi ambientali”

“Cinquant’anni fa, l’incidente all’Icmesa di Meda scosse profondamente questo territorio: la nube di diossina che interessò Seveso e i comuni limitrofi era destinata a rappresentare per il nostro Paese molto più di un grave incidente”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine della Commemorazione del 50/o anniversario dell’incidente industriale.

“I fatti di Seveso – ha aggiunto Pichetto – furono una presa di coscienza collettiva: sui rischi delle attività industriali, sulla prevenzione come elemento indispensabile, su una nuova cultura dell’ambiente”. Per Pichetto “con Seveso cambia la consapevolezza e cambia anche il diritto europeo, ricordando a tutti che il rischio industriale rilevante è una questione di preminente interesse pubblico” e di fronte all’evento “l’Europa ha ragionato come un corpo unico, elaborando nel tempo misure di prevenzione sempre più solide”

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