L'AI copia il cervello umano: un progetto della Statale di Milano
Aumentare le capacità di analisi dell'AI replicando i "meccanismi" di funzionamento del cervello umano. È l'idea dei ricercatori della Statale di Milano, impegnati da almeno tre anni in un progetto molto particolare. In pratica, si punta a dimostrare che il "rumore di fondo" di cui soffrono gli algoritmi AI può essere in realtà una risorsa. Del resto, nel cervello umano, l'elaborazione tramite neuroni non è affatto disturbata dal rumore (che pure è presente).
Più nello specifico, si è lavorato sull'intelligenza artificiale quantistica, da applicare a futuri computer quantistici. In questo tipo di calcolo, il rumore rappresenta qualsiasi interazione incontrollata tra i qubit e l'ambiente esterno che modifica il loro stato quantistico. Questa osservazione ha suggerito il parallelismo di cui sopra (computer quantistici/cervello umano). Spiega meglio Enrico Prati, docente di Fisica teorica della materia e coordinatore della ricerca:
Una delle caratteristiche sorprendenti dei neuroni è che lavorano bene nonostante siano immersi in un contesto molto rumoroso, pieno cioè di disturbi che tendono a coprire la comunicazione tra di loro. Questo ha ispirato in passato modelli di intelligenza artificiale in cui uno degli ingredienti chiave è proprio il rumore, che consente di ripulire l'elaborazione che avviene tra i neuroni dalle informazioni troppo vecchie. Il processo viene detto a memoria evanescente.
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