L’Alpe Adria è il percorso del piacere per eccellenza che conquista il Guardian

30 Giugno 2026 - 13:00
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L’Alpe Adria è il percorso del piacere per eccellenza che conquista il Guardian

In un articolo sui migliori cammini lunghi d’Europa da percorrere in estate redatto dal Guardian c’è anche l’Italia con l’Alpe Adria: il pezzo passa in rassegna 6 rotte pensate per chi ama camminare anche col caldo: la traversata svizzera tra Jungfrau, Mönch ed Eiger nell’Oberland bernese, il cammino costiero portoghese e spagnolo che da Porto conduce a Santiago de Compostela, il Lechweg austro-tedesco lungo uno degli ultimi fiumi selvaggi d’Europa, la Beara Way nel sud-ovest irlandese e il Kuststigen, la rete di sentieri costieri della Svezia occidentale.

Tra tutte queste proposte, però, è l’Alpe Adria a guadagnarsi l’appellativo più ambizioso: “the ultimate pleasure trail”, il percorso del piacere per eccellenza.

L’elogio del Guardian per l’Alpe Adria

Il quotidiano britannico non usa mezzi termini. Il percorso di 750 chilometri non coinvolge solo l’Italia ma parte in realtà dalla Grossglockner in Austria per raggiungere le coste dell’Adriatico. Chi ha pochi giorni a disposizione potrebbe soffermarsi su un piccolo passaggio selezionando una tratta più compatta come quella italiana.

La tappa consigliata corre da Kranjska Gora a Cividale del Friuli, già in territorio italiano: un tratto di circa 130 chilometri, da moderato a impegnativo, che in sei giorni attraversa le cime e i passi del parco nazionale del Triglav, costeggia le acque color smeraldo del fiume Soča e tocca i borghi di montagna dove si vedono ancora i resti dei bunker del fronte dell’Isonzo, teatro degli scontri tra esercito italiano e austro-ungarico durante la Grande Guerra.

Il finale, scrive Baxter, è tra i più belli del cammino: la salita sulla dorsale del Kolovrat regala un panorama che mette insieme, nello stesso colpo d’occhio, le vette alpine e il mare Adriatico.

Cosa fare e vedere lungo l’Alpe Adria

Scendendo verso l’Italia, l’Alpe Adria cambia pelle ma non smette di sorprendere. Da Tarvisio a Grado il percorso, qui declinato anche in versione ciclabile, misura 175 chilometri e tocca il suo punto più alto a Camporosso, in Valcanale, a 810 metri sul livello del mare: la “cima Coppi” di chi pedala, prima di lasciarsi scivolare verso il mare.

A Pontebba si cammina, letteralmente, sulla linea che fino al 1919 separava il Regno d’Italia dall’Impero austroungarico. Il tracciato prosegue su un vecchio sedime ferroviario, tra viadotti e gallerie che si affacciano prima sul Fella e poi sul Tagliamento, fino a Venzone: borgo medievale raso al suolo dal terremoto del 1976 e ricostruito pietra su pietra, oggi tra i Borghi più Belli d’Italia e a misura di bicicletta in ogni vicolo.

Più a valle, Udine regala l’arte di Tiepolo tra Duomo, oratorio della Purità e castello, oltre a piazza Libertà, considerata la più bella piazza in stile veneziano della terraferma. Palmanova, patrimonio Unesco, si lascia ammirare pedalando lungo le sue mura a stella a nove punte, prima di arrivare nella centrale Piazza Grande.

Il gran finale è ad Aquileia, dove i mosaici della basilica patriarcale, primo sito Unesco del Friuli Venezia Giulia riconosciuto nel 1998, custodiscono anche un pezzo di storia nazionale: qui una madre triestina che aveva perso un figlio in guerra scelse, tra le tante salme senza nome, quella del Milite Ignoto. Da Aquileia alla foce non resta che raggiungere Grado, isola collegata alla terraferma da una ciclabile protetta, da cui lo sguardo arriva fino a Trieste, alle coste slovene e, nelle giornate più limpide, all’Istria.

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