L’appello di Fao e Wfp: per proteggere 8,8 milioni di persone da El Niño servono 202 milioni di dollari

19 Giugno 2026 - 13:11
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L’appello di Fao e Wfp: per proteggere 8,8 milioni di persone da El Niño servono 202 milioni di dollari

La Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e il Wfp (World food programme, Programma alimentare mondiale) hanno lanciato il loro primo Joint Anticipatory Action Appeal, richiedendo 202 milioni di dollari per proteggere circa 8,8 milioni di persone in 22 paesi ad alto rischio tra il 2026 e il 2027 a causa degli effetti di un El Niño che questa volta si sta preannunciando particolarmente intenso.

L’obiettivo dell’iniziativa è di mobilitare finanziamenti urgenti e flessibili prima che gli shock climatici previsti da istituti di ricerca di tutto il mondo colpiscano la produzione agricola e la sicurezza alimentare globale. Secondo le previsioni finora circolanti riguardo la seconda metà del 2026, il fenomeno meteorologico si intensificherà, provocando gravi siccità in alcune regioni del mondo e piogge torrenziali con rischio di alluvioni in altre. Queste anomalie rischiano di compromettere i cicli di semina, i raccolti, la disponibilità di acqua e la gestione dei pascoli in aree già fortemente vulnerabili.

L’allarme lanciato da Fao e Wfp giunge infatti in un momento critico, in cui milioni di persone stanno già affrontando una grave insicurezza alimentare acuta a causa di conflitti, instabilità economica, sfollamenti e tensioni internazionali, come quelle in corso nel Medio Oriente. Attualmente le due agenzie delle Nazioni Unite sono già pronte a intervenire a favore di 1,2 milioni di persone, ma grazie a un ulteriore investimento di 167 milioni di dollari puntano a estendere rapidamente il proprio supporto a ulteriori 7,6 milioni di individui.

L’appello si basa su prove concrete che dimostrano come l’azione preventiva sia non solo efficace, ma anche estremamente vantaggiosa sul piano economico: ogni dollaro investito in anticipo può infatti evitare fino a sette dollari di perdite materiali e di successivi costi di risposta all'emergenza umanitaria.

«L’esperienza dimostra costantemente che intervenire tempestivamente è più efficace e meno costoso che reagire dopo che una crisi si è aggravata», sottolinea Beth Bechdol, vicedirettrice generale della Fao. «Disponiamo dei dati, degli strumenti e delle prove necessarie per identificare i rischi prima che si trasformino in emergenze. La sfida consiste nel garantire che i finanziamenti siano disponibili con sufficiente anticipo per poter agire. Quando le risorse sono disponibili prima che vengano raggiunte le soglie di allarme, i paesi possono proteggere la produzione alimentare, ridurre i bisogni umanitari e aiutare le famiglie a salvaguardare i propri mezzi di sussistenza prima che vadano perse le finestre temporali critiche per la semina, il raccolto e la produzione zootecnica».

«Non possiamo permetterci le conseguenze di un’altra crisi alimentare», spiega Carl Skau, direttore esecutivo ad interim del Wfp. «Con El Niño all’orizzonte, abbiamo una finestra temporale ristretta per agire, in modo che le famiglie non siano costrette in seguito a scelte impossibili. Ora disponiamo degli strumenti per anticipare questi eventi; ciò che conta è come agiamo sulla base di tali conoscenze. Un intervento tempestivo garantisce che ci sia cibo sulla tavola e protegge le persone più a rischio. Con le risorse adeguate, possiamo agire più rapidamente, ridurre i costi e raggiungere le persone prima che la crisi si aggravi».

I finanziamenti richiesti sosterranno interventi mirati e adattati ai contesti locali, tra cui trasferimenti di denaro contante, distribuzione di sementi resistenti a siccità e alluvioni, misure di protezione del bestiame, sistemi di raccolta idrica e la diffusione di allerte meteo tempestive.

Il piano d'azione si concentra su 22 paesi ad alto rischio distribuiti in tre macro-regioni: dodici nazioni in Africa (tra cui Etiopia, Kenya, Somalia e Sudan), quattro in Asia e nel Pacifico (Afghanistan, Pakistan, Filippine e Timor Est) e sei in America Latina e nei Caraibi (tra cui Colombia, Haiti, Guatemala e Venezuela). Nonostante i bilanci globali destinati agli aiuti siano sotto pressione, per Fao e Wfp l’esperienza positiva del biennio 2023-2024 dimostra che agire con mesi d'anticipo rispetto al picco dell'emergenza è la strategia vincente. Le agenzie Onu ribadiscono che i sistemi logistici e i piani operativi sono già interamente coordinati e pronti a partire: l’unico tassello mancante rimane la liquidità necessaria per attivare gli aiuti su scala globale.

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