L'Argentina rischia squalifiche per lo striscione sulle Malvinas? C'è il precedente di Rodri e Morata

16 Luglio 2026 - 21:50
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Lo striscione esposto in campo e i cori negli spogliatoi potrebbero portare a squalifiche pesanti per l'Argentina in vista della finale dei Mondiali? C'è un precedente e riguarda proprio la Spagna.

Con la vittoria in rimonta per 2-1 contro l'Inghilterra l'Argentina ha compiuto l'impresa e si è qualificata per la finalissima dei Mondiali 2026 dove, da campione in carica, affronterà la Spagna con l'obiettivo di (recita un coro divenuto ormai celebre) diventare "bicampeon".


Eppure in Inghilterra, Spagna e in ambito internazionale proprio quel coro, unito allo striscione esposto in campo dai giocatori argentini durante i festeggiamenti, sta mettendo la Fifa davanti a un muro con possibili sanzioni che potrebbero presto piovere contro i giocatori della Seleccion. Del resto per la giustizia sportiva c'è già un precedente e riguarda proprio la Spagna.


RIVALITÀ POLITICA SU FALKLAND/MALVINAS

Al centro del dibattito c'è sempre e comunque la rivalità storica che vede protagonisti l'Inghilterra e l'Argentina, due nazioni che oltre al mondo dello sport, ormai tanto tempo fa, negli anni 80 del 1900 si dichiararono addirittura guerra.

Fu per colpa di quel gruppo di isole situate davanti alla Terra del Fuoco chiamate Falkland, ma che gli argentini chiamano Malvinas e per cui ci fu un tentativo di invasione respinto con le armi dagli inglesi. Il caso, quindi, è tutto politico.

IL CORO

Già al termine dei quarti di finale, quando fu evidente l'accoppiamento Argentina-Inghilterra per la seconda semifinale del torneo, in Inghilterra iniziò a scoppiare una mini-polemica per il coro che sta accompagnando la Seleccion in questo Mondiale e che è stato cantato da tutta la squadra all'interno dello spogliatoio sia dopo i quarti e anche dopo la semifinale contro gli inglesi.


Quel coro, intitolato "la cuarta estrella" recita prima del finale "Por Malvinas, por el Diego, por la ultima de Leo, Argentina quiero verte bicampeon". E quel "Malvinas" aveva già agitato l'opinione pubblica mondiale.

LO STRISCIONE

A questo si è aggiunto lo striscione, preso dagli spalti e sventolato dentro al campo a favore dei fotografi da parte di Nicolas Otamenti, Giovani Lo Celso e anche in parte dal Cuti Romero.


Su quel lenzuolo campeggiava infatti la scritta "Los Malvinas son Argentinas" una frase che rende ancor più evidente il concetto politico di questa polemica.

IL REGOLAMENTO

A complicare la situazione dei calciatori argentini ci pensa il codice disciplinare della Fifa che vieta esplicitamente negli stadi qualsiasi "messaggio non appropriato per un evento sportivo", inclusi quelli di "natura politica, ideologica, religiosa o offensiva".

IL PRECEDENTE DELLA SPAGNA

Cosa farà la Fifa? Andando indietro nel tempo è infatti già successo che in una competizione ufficiale alcuni giocatori subissero sanzioni per messaggi di questo tipo. Basti pensare alla finale degli Europei 2024 vinti dalla Spagna in cui Rodri e Morata furono pizzicati mente cantavano il coro "Gibilterra è spagnola". Per entrambi la Uefa scelse di usare la mano pesante sanzionandoli con una giornata di squalifica. Se il protocollo dovesse essere lo stesso l'Argentina rischierebbe grosso per i suoi calciatori in vista della finalissima di domenica.


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