Lautaro, messaggio a Scaloni: "Non sono felice quando non gioco, nell'Argentina come nell'Inter. Ma do tutto a prescindere, siamo speciali nelle difficoltà"

17 Luglio 2026 - 09:50
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Il Toro di Bahia Blanca sta vivendo il suo Mondiale dopo quello del 2022 vinto, sì, ma con noie fisiche e senza goal

"Ho pianto tanto nello spogliatoio, è qualcosa di incredibile. Abbiamo dimostrato ancora una volta di saper andare avanti e superare ogni difficoltà". Lautaro Martinez, capitano dell'Inter e attaccante dell'Argentina finalista ai Mondiali per la seconda volta consecutiva, ha descritto a La Gazzetta dello Sport le proprie emozioni dopo la rete che è valsa la vittoria in rimonta sull'Inghilterra in semifinale.

"Il goal è il più importante della mia carriera insieme a quello segnato in finale di Copa America, è dedicato alla mia famiglia. Noi abbiamo avuto dei problemi, ma i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare un piatto in tavola e un pallone. Provo tanta gratitudine nei loro confronti e orgoglio e felicità per tutto ciò che ho vissuto fin da bambino".

DALLA PANCHINA

"Beh, per quanto voglia sempre dare il massimo e aiutare la squadra a prescindere dai minuti che mi sono concessi, la verità è che chiunque desidera giocare dall’inizio. Non sono contento quando non gioco, se non vado in campo mi arrabbio anche nel mio club, dove comunque gioco sempre. È il mio spirito competitivo che viene fuori. Qui siamo tutti forti, però l’allenatore deve sceglierne undici. Ho vissuto un periodo molto difficile, ma in quei momenti bisogna abbassare la testa, lavorare, correre, avere umiltà e sacrificarsi per la squadra. Poi i premi arrivano e questo goal è un riconoscimento che ho sempre sognato, per tutto il lavoro fatto fin da quando ero bambino. Io so solo che do il massimo anche se gioco un minuto, tre o cinque".

ORA LA SPAGNA

"Un avversario di grandissimo livello, una squadra che non perde da 37 partite e che ha giocatori straordinari. Le difficoltà saranno tante, ma non è ancora l’ora di pensarci. Ora è il momento di riposare, di recuperare le energie. Dopo una vittoria come questa è giusto godersi la soddisfazione, perché quello che stiamo ottenendo è speciale. Tornare a disputare una finale dopo tre anni e mezzo, da campioni in carica, è un traguardo eccezionale".

GOAL ALL'INGHILTERRA COME ZANETTI NEL '98

"E aveva la maglia blu e il numero 22 come me. Il destino mi ha regalato una storia bellissima".

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