Lavorare al tempo del cambiamento climatico

L’estate è iniziata relativamente da poco, ma le temperature sono roventi ormai da un paio di mesi. Lavorare in queste condizioni può essere complicato e, per questo motivo, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha ricordato alle imprese che la protezione dei lavoratori dal caldo eccessivo non può più essere gestita con superficialità. Con ondate di calore sempre più frequenti e intense, infatti, le aziende devono attrezzarsi con anticipo evitando di correre ai ripari soltanto quando il termometro è già alle stelle.
I controlli estivi degli ispettori del lavoro riguarderanno soprattutto i settori più esposti al sole e alla fatica fisica, come i cantieri edili, le campagne, i magazzini e la logistica, i lavori stradali e i rider. In questi ambiti gli ispettori guarderanno con attenzione ad alcuni aspetti molto concreti: se l’azienda ha davvero pensato al rischio caldo quando ha valutato la sicurezza sul lavoro; se gli orari dei dipendenti sono stati adattati alla stagione, per esempio anticipando l’inizio dei turni alle prime ore del mattino o fermando le attività più pesanti nelle ore centrali della giornata; se ai lavoratori vengono davvero garantite pause in zone ombreggiate o fresche, e se i compiti più faticosi vengono alternati tra le persone; se c’è sempre acqua fresca a disposizione e se vengono forniti indumenti leggeri e traspiranti; se il personale è stato istruito su come riconoscere i primi segnali di un colpo di calore e su cosa fare in caso di emergenza; se il medico aziendale è stato coinvolto per individuare i soggetti vulnerabili al caldo e se i rappresentanti dei lavoratori sono stati consultati nella gestione del problema climatico.
Un punto che l’Ispettorato sottolinea riguarda il momento in cui le condizioni climatiche diventano davvero pericolose: in questi casi l’azienda deve essere pronta a sospendere temporaneamente il lavoro. Questa responsabilità non riguarda solo i vertici aziendali, perché anche chi coordina sul campo i dipendenti ha il dovere di intervenire se si accorge che la situazione sta diventando rischiosa.
Per orientarsi meglio, l’Ispettorato suggerisce infine di affidarsi agli strumenti di previsione e allerta già disponibili, pensati proprio per anticipare le giornate più critiche e permettere di organizzarsi con qualche giorno di anticipo, invece di gestire il problema all’ultimo momento.
La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni. Qui per iscriversi
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