Lavoro ibrido: per 8 HR su 10 è essenziale per attrarre e trattenere i professionisti
Una ricerca di Arup e International Workplace Group evidenzia il potenziale economico del lavoro ibrido: maggiore capacità di trattenere i talenti, minore turnover e più produttività. Anche l’intelligenza artificiale potrebbe amplificarne i benefici.
Modalità di lavoro più flessibili potrebbero generare miliardi in produttività, aiutando le aziende ad attrarre e trattenere i talenti e a preservare il proprio patrimonio di conoscenze e competenze. È quanto emerge da una nuova ricerca realizzata da Arup e International Workplace Group (IWG), leader globale nelle soluzioni per il lavoro ibrido e negli spazi di lavoro flessibili, con brand come Regus e Spaces.
In un contesto in cui le aziende competono per assicurarsi competenze chiave e aumentare la produttività, la capacità di attrarre e valorizzare i talenti è diventata una priorità assoluta. L’analisi dimostra che il lavoro ibrido ha il potenziale per trasformare questa sfida in valore economico: il miglioramento della fidelizzazione dei dipendenti potrebbe tradursi, nell’arco di cinque anni, in incrementi di produttività del valore di miliardi, pari a 204,7 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 10,8 miliardi di sterline nel Regno Unito.
La flessibilità è un fattore decisivo
I dati della ricerca confermano questo scenario: l’81% dei Chief Human Resources Officer (CHRO) considera il lavoro ibrido essenziale per trattenere i migliori talenti.
Un dato in linea con le aspettative dei lavoratori: l’86% dei candidati indica la flessibilità come il benefit più richiesto e, per oltre un terzo dei professionisti, il lavoro da remoto rappresenta ormai il fattore principale nella scelta di un nuovo impiego, persino prima dello stipendio.
Quasi tre leader aziendali su quattro (72%) affermano inoltre che la flessibilità è fondamentale per i professionisti più giovani, consapevoli di poter mantenere elevati livelli di produttività senza affrontare lunghi spostamenti quotidiani.
Oggi il modello ibrido rappresenta la strategia più utilizzata per competere nell’attrazione dei talenti nel settore tech (37%), superando persino l’offerta di retribuzioni competitive (35%).
Offrendo maggiore flessibilità, i modelli ibridi consentono alle imprese di accedere a un bacino più ampio di candidati e di costruire modelli operativi più efficienti: è questo il cuore della cosiddetta “nuova equazione del talento”.
La retention come opportunità
Il modello sviluppato da IWG e Arup individua nel miglioramento della capacità di trattenere i talenti una delle principali opportunità in termini di produttività.
Ridurre il turnover potrebbe infatti aiutare le aziende a evitare perdite significative, fino a 40,9 miliardi di dollari di valore aggiunto lordo (GVA) ogni anno negli Stati Uniti e 2,2 miliardi di sterline nel Regno Unito.
Quando una persona lascia l’azienda, infatti, non si perde soltanto una singola risorsa, ma anche una parte del patrimonio di esperienza, continuità operativa e capacità produttiva costruito nel tempo.
Trattenere le persone con maggiore esperienza offre inoltre un vantaggio fondamentale: preservare la conoscenza interna all’organizzazione. Questo potrebbe contribuire a generare sostanziali incrementi di produttività, stimati in 65,5 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 5,7 miliardi di sterline nel Regno Unito.
A questi benefici si aggiungono le potenziali efficienze nei processi di recruiting e onboarding, quantificate in 9,4 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 0,6 miliardi di sterline nel Regno Unito.
Nel complesso, questi dati mostrano come la flessibilità del lavoro non rappresenti soltanto un benefit per i dipendenti, ma possa diventare una vera leva strategica per la crescita, la resilienza e la produttività delle imprese.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale potrebbe amplificare ulteriormente questi benefici. Quattro CEO su cinque (80%) affermano che l’AI aumenta la produttività quando viene integrata con il lavoro ibrido, mentre oltre il 60% dei lavoratori dichiara che l’intelligenza artificiale sta migliorando concretamente la propria esperienza lavorativa in modalità ibrida.
Christian Schmitz, CEO di International Workplace Group, ha dichiarato:
«Per ogni azienda, avere le persone giuste è fondamentale. Questa ricerca quantifica un aspetto che molti leader già riconoscono: trattenere persone con esperienza, attrarre talenti e offrire la flessibilità necessaria per lavorare al meglio può avere un impatto significativo sulla produttività.
La tecnologia rende questa opportunità ancora più rilevante. L’AI sta cambiando il modo e i luoghi in cui si lavora, mentre modalità di lavoro più flessibili consentono alle aziende di accedere ai talenti ovunque si trovino. Insieme, possono aiutare le imprese a costruire organizzazioni più agili e produttive».
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