La festa conviviale di Antonio Marras coinvolge tutta Milano

24 Settembre 2026 - 10:30
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La festa conviviale di Antonio Marras coinvolge tutta Milano
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Ieri alcune centinaia di persone hanno visto Adrien Brody in via Cola di Rienzo e, soprattutto, hanno potuto assistere a una sfilata dall’inizio alla fine. Non in diretta Instagram dal proprio smartphone ma dal vivo. Antonio Marras ha scelto di allestire il proprio fashion show all’interno del Giardino Vincenzo Muccioli, a pochi passi dallo storico showroom e concept store Nonostante Marras, nonché dalla sua abitazione milanese. La notizia era stata annunciata nei giorni scorsi suscitando curiosità e l’adesione è stata numerosa e soprattutto trasversale come età.

Una scelta opposta alla serata esclusiva dell’evento ‘Vogue World’ di lunedì sera allestito in Galleria Vittorio Emanuele II con il patrocinio del Comune di Milano, che ha visto la partecipazione di numerose star, escludendo completamente la popolazione, impossibilitata persino ad accedere in piazza Duomo durante lo spettacolo, suscitando non poche polemiche. Lo stilista sardo ha invece incluso realmente le persone all’interno del progetto posizionando delle transenne dietro le quali si sono accalcati appassionati di moda, abitanti del quartiere, turisti e semplici curiosi.

Antonio Marras primavera/estate 2027, Ph. Launchmetrics/Spotlight

“La moda demarca un limite, si può accedere a un tipo di prodotto solo se si ha la possibilità di arrivare a certe cifre, è un dato di fatto – ha dichiarato senza ipocrisie il designer nel backstage -. Ciò che posso fare è aprire le porte della sfilata, far sì che la gente possa assistere. È un’idea che veicola un messaggio di libertà volta a far comprendere che la moda è una disciplina visibile a tutti”. Il successo dell’iniziativa è stato tangibile da tutti gli ospiti della sfilata che hanno visto aggregarsi una nutrita folla di persone ansiosa di assistere al défilé. Le loro aspettative non sono state deluse.

Marras, come è noto, amplia il significato della sfilata travalicandone la struttura tradizionale. Ancora una volta ha messo in scena una storia fatto non solo di abiti ma anche di musica, danza, teatro, poesia. La collezione primavera/estate 2027 racconta il giorno successivo alle notte di Antiogu e Ippolita, ambientate ad Alghero, “quando gli abiti della festa sono ancora addosso, il sale del mare è rimasto sulla pelle, il mirto si è impigliato nei capelli e nessuno ha avuto il tempo, o la voglia, di cambiarsi”. Il dna stilistico di Marras è protagonista assoluto: l’eccellenza del made in Italy testimoniato da abiti in seta, chiffon, organza, tulle, pizzi macramè e chantilly. Il daywear convive con creazioni dall’alure couture, un pizzico di streetwear tra capi elaborati, decorati, sapientemente stratificati che sfilano intorno a lunga tavola imbandita, proprio come quella dei giorni di festa. Dai completi maschili agli scintillanti abiti da sera indossati da modelle e modelle di ogni età, rimarcando ulteriormente la natura inclusiva della performance.

Antonio Marras primavera/estate 2027, Ph. Launchmetrics/Spotlight

“È un momento pensato come un carosello di persone che si inviterebbero a un banchetto, rappresentano la convivialità. Le persone più disparate si riuniscono, anche quelle che non si conoscono, e vivono un momenti di comune gioia. Come il giorno dopo un matrimonio, quando c’è ancora voglia di festeggiare, di ballare, cantare e stare insieme ma si è un po’ meno agghindati, più spettinati”. Allo stesso modo il termine della sfilata è stato animato da una performance danzante sulle note della canzone ‘Petali di rosa’ di Vinicio Capossela. “È una bellezza che non cerca la perfezione. Al contrario, vive nell’imprevisto, nell’accostamento, nella traccia del tempo, nel gesto della mano”.

Grazie a Marras la passerella perde i suoi confini, le celebrities in front row sono meno distanti, la città entra nella storia, “con i suoi rumori, i suoi passi, i suoi volti, la sua vita che continua mentre la festa comincia. E per la prima volta la festa non è solo per chi è stato invitato: è per chi passa, per chi si ferma, per chi vuole esserci”.

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