Le auto di James Hetfield, il garage più rock di sempre

03 Agosto 2026 - 23:10
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Le auto di James Hetfield, il garage più rock di sempre

Nato il 3 agosto 1963 a Downey, in California, James Hetfield è salito alla fama mondiale come frontman dei Metallica. Con una chitarra fra le mani e il volume al massimo, ha inciso pezzi intramontabili della musica rock e parecchie idee le ha riversate anche sulle automobili, facendo lavorare carrozzieri e preparatori su vetture americane.

Le auto della collezione

I modelli degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta appartenuti a Hetfield finivano sotto i ferri e lì avveniva la magia. Abbassati, allungati o privati di componenti ritenuti inutili, si trasformavano in hot rod e custom, prima di ricevere un nome nuovo, manco fossero appena entrati in una band. Nel 2019 la leggenda della musica decise che era venuto il momento di separarsi da dieci creazioni e così le donò al Petersen Automotive Museum di Los Angeles, dove, a partire dall’anno successivo, ebbero uno spazio tutto loro nella mostra “Reclaimed Rust: The James Hetfield Collection”. Insieme a fotografie dei lavori, chitarre e oggetti personali, mettevano i visitatori in contatto con un lato piuttosto sconosciuto dell’artista.

È difficile crederlo guardandola oggi, ma Black Pearl ha cominciato la propria vita come una Jaguar berlina del 1948. James Hetfield e Rick Dore ci andarono poco per il sottile: rifecero quasi tutta la carrozzeria, abbassarono il profilo e la trasformarono in una lunga fastback. A completamento di una livrea scura, i tocchi dorati e le forme ispirate all’Art Déco le conferirono una seconda identità.

Per Aquarius usarono invece una Packard del 1934. Le ruote coperte, il tetto removibile e la coda filante ricordano certe fuoriserie realizzate in Francia prima della guerra. Anche in questo caso Hetfield lavorò insieme a Dore, coinvolto nella costruzione di sette delle dieci auto: il primo spiegava che cosa aveva in testa, il secondo cercava il modo di realizzarlo.

Dalla collaborazione nacquero pure VooDoo Priest, ricavata da una Lincoln Zephyr del 1937, e Slow Burn, basata su una Auburn Speedster del 1936. Per Skyscraper venne scelta una Buick Skylark del 1953. Il cantante volle abbinarle persino una chitarra ESP e un amplificatore Mesa verniciati negli stessi colori della carrozzeria.

Tre vecchie Ford presero una strada simile: Iron Fist deriva da una cinque finestrini del 1936, tagliata e abbassata, Crimson Ghost aveva come punto di partenza una coupé del 1937, Black Jack richiama le roadster del 1932 che un tempo correvano sui laghi asciutti della California. Conservare ogni dettaglio originale stonava con la visione di Hetfield, determinato a metterci qualcosa di proprio.

Estensione di creatività

Hetfield non si curava di apparire ordinario. Anzi, negli anni ha testato in diverse occasioni i confini della creatività e in un incontro con Rick Dore scherzò sul fatto che la sua band stesse andando piuttosto bene. Una parte considerevole delle fortune accumulate in carriera le investì nelle auto, soprattutto dopo aver trovato “l’anima gemella”: una carrozzeria dotata delle competenze tecniche per rendere realtà qualsiasi fantasia.

Donare i veicoli significò rinunciare al possesso, ma anche impedire che finissero dispersi fra garage e aste private. Al Petersen possono essere osservati come un solo lavoro, attraversato dalle stesse idee: nessuna soggezione davanti all’originale e ricerca ossessiva della forma. Lo stesso equilibrio che tiene insieme da decenni la musica dei Metallica.

Il compleanno di Hetfield offre quindi un motivo per guardare oltre la chitarra Explorer e la voce graffiata. A 63 anni rimane il frontman di una delle band più grandi al mondo, ma al museo di Los Angeles ha lasciato un’altra traccia. Non si ascolta in cuffia e non riempie uno stadio: ha quattro ruote, molto metallo e nomi impossibili da dimenticare.

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