Le auto di Roberto Mancini, la passione per i bolidi italiani

13 Luglio 2026 - 22:55
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Le auto di Roberto Mancini, la passione per i bolidi italiani

Da calciatore prima e da allenatore poi, Roberto Mancini ha da sempre incarnato il gusto del bello. Risuona la stessa musica pensando alle sue auto, eleganti e performanti, meglio ancora se italiane. Per l’ultimo commissario tecnico capace di portare la Nazionale al trionfo non poteva forse essere altrimenti. Eppure, il rapporto con le quattro ruote è partito dal basso secondo quanto da lui dichiarato ai microfoni.

Il garage cominciò con un’A112

Agli inizi Roberto Mancini si accontentava di un’Autobianchi A112 usata: gliela vendette Salvatore Vullo, suo compagno alla Sampdoria, durante la prima stagione trascorsa a Genova. La targa di Agrigento tradiva la provenienza del veicolo, mentre il futuro tecnico muoveva i primi passi nel calcio professionistico.

Nel garage dei sogni del Mancini bambino, però, c’era soprattutto la Volkswagen Golf GTI, che riuscì a comprarsi con il primo stipendio da calciatore, come ha raccontato anni dopo. Compatta e sportiva, la tedesca era diventata uno dei modelli preferiti dai giovani automobilisti grazie a prestazioni nettamente superiori rispetto a quelle delle comuni utilitarie.

I guadagni e le possibilità cambiarono insieme alla sua carriera. In rete al tecnico jesino viene attribuita una Porsche 911 Turbo e, nonostante il diretto interessato non abbia fornito molti particolari sull’esemplare, la scelta mostra come il suo interesse si sia esteso alle sportive prima di spostarsi verso i SUV ad alte prestazioni.

Con Maserati il rapporto è diventato anche professionale. Già nel 2018 l’ex allenatore di Inter e Manchester City guidava una Levante GranSport, ordinata in Bianco Alpi con interni rivestiti in pelle rossa e cerchi da 21 pollici. Poi, in qualità di brand ambassador del Tridente, ritirò presso una concessionaria di Roma una Levante Trofeo Grigio Maratea.

Rispetto alla precedente GranSport, la Trofeo era però di una differente pasta meccanica: il V8 biturbo di 3,8 litri sviluppava 580 CV, scaricati sull’asfalto dalla trazione integrale Q4. Così da fermo Mancini poteva raggiungere i 100 km/h in 4,1 secondi e spingersi fino ai 300 km/h. Chi la voleva doveva essere disposto ad accettare un prezzo di almeno 160.100 euro nel 2020.

Un’altra creatura italiana ha stregato il “Mancio”. Nel giugno 2022, in questo caso presso una concessionaria della sua Jesi, ricevette in comodato d’uso un’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio verniciata in Rosso Competizione. Il V6 biturbo di 2,9 litri da 510 CV montato sotto il cofano offriva performance più vicine a quelle di una coupé che a quelle di un normale mezzo familiare.

Una panchina dove il risultato non è tutto

In panchina Roberto Mancini tornerà, stavolta alla guida della Nazionale della Politica, nella 35ª Partita del Cuore, in programma alle 21.30 allo Stadio Gran Sasso d’Italia Italo Acconcia dell’Aquila. L’incontro contro la Nazionale Cantanti, capitanata da Sal Da Vinci, sarà trasmesso in diretta su Rai 1.

Il 40% dell’incasso ottenuto dalla vendita dei biglietti andrà alla Croce Rossa Italiana per l’emergenza provocata dal terremoto in Venezuela, mentre il restante 60% verrà assegnato alla Fondazione Ausilia, attiva con progetti rivolti ai giovani del territorio aquilano. Le somme raccolte attraverso il numero solidale 45595 saranno invece destinate interamente alla popolazione venezuelana. Stavolta il risultato conterà poco: la parte decisiva della serata si giocherà fuori dal campo.

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