Le radici profonde di Cusco: così la tecnologia riscrive la nascita della capitale Inca

Maggio 03, 2026 - 23:26
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Le radici profonde di Cusco: così la tecnologia riscrive la nascita della capitale Inca

Capitale dell’Impero Inca (1438-1533) e cuore simbolico del mondo andino, Cusco in Perù è stata per secoli il centro politico, religioso e culturale di una delle più grandi civiltà precolombiane. Le fonti storiche la descrivono progettata secondo un preciso ordine simbolico, spesso evocato nella forma di un puma, con un’organizzazione urbana sofisticata e profondamente integrata con il paesaggio.

A dominare la città dall’alto è il complesso monumentale di Sacsayhuamán tradizionalmente attribuito al XV secolo, imponente testimonianza dell’ingegneria inca, recentemente analizzato con tecniche non invasive grazie a un progetto internazionale guidato dall’Università di Varsavia e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC).

Attraverso l’impiego di tecnologie avanzate di telerilevamento e prospezione geofisica, i ricercatori italiani del CNR hanno individuato strutture, tracciati viari e terrazzamenti rimasti nascosti per secoli sotto una fitta vegetazione. Su un’area di circa 69 ettari, i rilievi LiDAR da drone, la fotogrammetria ad alta risoluzione e le indagini georadar hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la morfologia del terreno e di “vedere”, senza ricorrere a scavi, tracce di un paesaggio urbano finora sconosciuto. Infatti, le evidenze restituiscono l’immagine non solo di una struttura difensiva, ma di un luogo chiave per comprendere la pianificazione urbana e il significato simbolico di Cusco. Secondo molte interpretazioni, proprio Sacsayhuamán rappresenterebbe la “testa” del puma su cui sarebbe modellata la città. Infrastrutture, organizzazione dello spazio e interventi sul paesaggio suggeriscono un livello di pianificazione del territorio ben più avanzato di quanto finora ipotizzato per le fasi più antiche di Cusco.

«Non si tratta solo di nuove scoperte, ma di una vera revisione del modello interpretativo», spiega Nicola Masini, direttore della Missione ITACA dell’Cnr-Ispc. «Le evidenze indicano che l’area di Sacsayhuamán, era già organizzata in modo complesso prima della formazione dell’Impero, con infrastrutture e sistemi territoriali articolati. Le nuove scoperte non solo arricchiscono la conoscenza di Sacsayhuamán, ma contribuiscono a riscrivere la storia stessa di Cusco, mettendo in discussione una delle narrazioni più consolidate sulla nascita della capitale inca -tradizionalmente vista come frutto di uno sviluppo rapido e tardivo legato all’espansione imperiale - e suggerendo invece l’esistenza di un centro già complesso e monumentale, con una lunga fase di crescita e pianificazione alle spalle, aprendo così nuove prospettive sulla nascita e l’evoluzione delle città andine”.

Grazie alle tecnologie applicate all’archeologia, il paesaggio di Sacsayhuamán continua a rivelarsi come un archivio ancora in gran parte da decifrare.

A cura di Cnr

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