Legge elettorale, il Pd contro la riforma della Circoscrizione Estero: “Così si cancella la rappresentanza degli italiani nel mondo”
Si alza il livello dello scontro politico sulla riforma della legge elettorale relativa alla Circoscrizione Estero. L’emendamento presentato dalla maggioranza, che prevede la riduzione delle circoscrizioni elettorali per gli italiani residenti all’estero, ha provocato la dura reazione dei parlamentari del Partito Democratico eletti oltre confine, che parlano apertamente di un tentativo di svuotare la rappresentanza democratica delle comunità italiane nel mondo.
La proposta del centrodestra prevede il passaggio dalle attuali quattro ripartizioni a due circoscrizioni per la Camera dei deputati e a un’unica circoscrizione mondiale per il Senato. Una modifica che, secondo il Pd, rischia di compromettere il rapporto costruito in oltre vent’anni tra eletti e territori.
La Marca: “Un atto di forza contro quasi sette milioni di italiani”
Tra le prime voci a intervenire è quella della senatrice Francesca La Marca, eletta nella Circoscrizione Estero.
Per La Marca, l’emendamento rappresenta «una riforma grave e irresponsabile», pensata esclusivamente per modificare gli equilibri politici della rappresentanza degli italiani all’estero.
«La maggioranza prosegue il suo pericoloso disegno politico finalizzato a indebolire progressivamente la rappresentanza degli italiani all’estero», afferma la parlamentare in una nota.
Secondo la senatrice democratica, accorpare territori così vasti e profondamente diversi tra loro significa svuotare di significato il mandato parlamentare.
«La rappresentanza dei nostri cittadini all’estero esiste solo se si mantiene un rapporto concreto e diretto con le comunità, con i territori e con le loro specifiche esigenze. Come si può pensare che un solo rappresentante possa conoscere e rappresentare efficacemente aree così diverse, se non addirittura l’intero mondo degli italiani fuori dall’Italia?».
La Marca collega inoltre questa riforma alle recenti modifiche della legge sulla cittadinanza, sostenendo che il Governo stia progressivamente restringendo i diritti degli italiani residenti oltre confine.
Di Sanzo: “Così si distrugge vent’anni di rappresentanza”
Molto critico anche Christian Di Sanzo, deputato del Partito Democratico eletto in Nord e Centro America.
«Con questo intervento sulla legge elettorale la maggioranza cancella la rappresentanza degli italiani all’estero. Non migliora il sistema, ma distrugge il rapporto tra eletti ed elettori costruito in vent’anni di voto nella Circoscrizione Estero».
Di Sanzo sottolinea in particolare le conseguenze che la riforma avrebbe per il Nord America.
«Le comunità del Nord America, come quelle di altre aree del mondo, rischiano di vedere cancellata una rappresentanza conquistata con anni di lavoro, presenza e ascolto».
Secondo il deputato, un collegio mondiale al Senato e l’accorpamento delle ripartizioni alla Camera renderebbero impossibile rappresentare realtà profondamente diverse per storia, composizione e bisogni.
Porta: “State costruendo una circoscrizione grande quanto il globo”
Sulla stessa linea anche il deputato Fabio Porta, che denuncia il carattere, a suo giudizio, esclusivamente politico della riforma.
«Questo emendamento mostra la vera natura del provvedimento, costruito in maniera strumentale per assegnare qualche seggio in più alla maggioranza».
Porta ricorda come la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero sia il risultato di un lungo percorso condiviso tra forze politiche diverse.
«Sono vent’anni che la rappresentanza degli italiani all’estero esiste grazie al sacrificio di esponenti di destra e di sinistra. Oggi, invece, costruite una circoscrizione grande quanto il globo terracqueo».
Il parlamentare teme inoltre che il nuovo sistema possa aumentare anche il rischio di irregolarità elettorali.
Carè: “Non accorpate circoscrizioni, cancellate territori”
Durante il dibattito alla Camera è intervenuto anche Nicola Carè, che ha attaccato duramente la maggioranza.
«Se un territorio non elegge i vostri rappresentanti, voi cancellate il territorio: questa non è una riforma, è una manomissione per portare qualche eletto in più tra le fila del centrodestra».
Con toni polemici, Carè ha ironizzato sull’ipotesi di un collegio mondiale per il Senato.
«Almeno organizzate una convenzione con la Nasa, così un senatore potrà andare a visitare il proprio territorio».
Per il deputato dem, la riforma finisce per «mutilare un diritto costituzionale» e gli italiani residenti all’estero «non dimenticheranno e vi presenteranno il conto democraticamente con il voto».
Ricciardi: “La destra cambia le regole perché non conquista il consenso”
Molto duro anche il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Toni Ricciardi, eletto anch’egli nella Circoscrizione Estero.
«Con questo intervento la destra cambia le regole della rappresentanza non per migliorare il sistema, ma perché non riesce a conquistare il consenso. Dove non arrivano con i voti, modificano collegi e circoscrizioni».
Ricciardi distingue il tema della sicurezza del voto da quello della rappresentanza.
«Un conto è rafforzare trasparenza e controlli, altro è stravolgere la rappresentanza di oltre sette milioni di cittadini italiani residenti all’estero per inseguire un vantaggio politico».
Nel suo intervento richiama anche la figura di Mirko Tremaglia, padre della legge sul voto degli italiani all’estero, sostenendo che la riforma tradisca lo spirito originario della Circoscrizione Estero.
Scontro destinato a proseguire
L’emendamento della maggioranza rappresenta uno dei punti più controversi della riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera.
Da una parte il centrodestra sostiene la necessità di riorganizzare il sistema della rappresentanza degli italiani all’estero; dall’altra le opposizioni denunciano il rischio di un forte ridimensionamento del rapporto tra eletti e comunità italiane nel mondo.
Il Partito Democratico ha già annunciato battaglia sia alla Camera sia al Senato, ribadendo che la rappresentanza degli italiani all’estero costituisce una conquista democratica maturata in oltre vent’anni di esperienza parlamentare e che qualsiasi riforma dovrà garantire una rappresentanza autentica, efficace e vicina ai quasi sette milioni di cittadini italiani residenti oltre confine.
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