Legge elettorale, le capriole e le amnesie della sinistra. Rampelli: funamboli che sperano nel pareggio per brama di potere

13 Luglio 2026 - 18:50
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Legge elettorale, le capriole e le amnesie della sinistra. Rampelli: funamboli  che sperano nel pareggio per brama di potere

Legge elettorale, le capriole e le amnesie della sinistra. Rampelli: funamboli  che sperano nel pareggio per brama di potere

La sinistra abbaia la luna anche sulla riforma elettorale. Urla alla deriva autoritaria, si straccia le vesti per il premio di maggioranza previsto dalla proposta presentata dal centrodestra ed è spaccata sulle preferenze. Dopo dopo aver approvato leggi elettorali “sartoriali” perfino con il voto di fiducia, adesso che al governo c’è Giorgia Meloni le opposizioni fanno le barricate sotto Montecitorio. A difesa, ça va sans  dire, della democrazia in pericolo. Temono come la peste di restare all’opposizione e tifano per il pareggio, anticamera di pasticci e governicchi tecnici dove entrare dalla porta secondaria. La maggioranza, seppure con sensibilità diverse sul tema delle preferenze, intanto va avanti con la riforma.

Sinistre al delirio, maggioranza compatta. L’emendamento di FdI

A meno di mezz’ora dalla scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti alla Camera, Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc  ne hanno depositato uno che reintroduce le preferenze. Si prevede il capolista bloccato e la possibilità di indicare fino a 3 preferenze, di cui una di genere tra i 6 nomi già scritti sulla scheda. Una soluzione soft che permette alla maggioranza di restare unita. Forza Italia e Lega non hanno firmato la modifica ma si sono impegnate a votarla in Aula. L’accordo c’è, dice a un esponente di spicco di uno dei partiti che ha siglato l’emendamento sulle preferenze. In attesa di riunioni dei singoli partiti al relatore è stato temporaneamente chiesto di esprimere parere di remissione all’Aula.

Quando le sinistre sostenevano le preferenze

Nel testo presentato dal partito di Giorgia Meloni si riprendono due meccanismi già utilizzati in passato. Il capolista bloccato previsto dall’Italicum e le preferenze con nomi prestampati presenti nella legge elettorale regionale della Toscana. Soluzioni sostenute negli anni dalla sinistra. Ma le opposizione, è cronaca di questi tre anni e mezzo, non badano a piroette pur di processare il governo a priori. “Questi campioni di coerenza – sottolinea Fabio Rampelli in una nota – che hanno proposto per cinque volte la separazione delle carriere dei magistrati salvo fare la campagna della vita pur di bocciare il referendum per introdurla solo in odio alla Meloni. Questi funamboli secondo cui esisterebbero problemi più seri da affrontare che non varare una legge elettorale anteponendo la brama di andare al potere senza vincere le elezioni alla catastrofe di un pareggio tra centrodestra e centrosinistra. Che bloccherebbe traumaticamente e nuovamente la democrazia italiana. Puntano a reclutare un avatar qualunque per paracadutarlo a capo del governo. Hanno distrutto l’Italia – conclude il vicepresidente della Camera – e ora che la stiamo rimettendo in piedi hanno nostalgia delle macerie”.

L’emendamento dei 5Stelle: 2 preferenze e abolizione del listone

A sinistra è una Babele di lingue accomunate da una preoccupante amnesia del passato e dalle urla contro la deriva dittatoriale. Intanto, il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, chiama la piazza: “Martedì, a partire dalle ore 18 e per tutta la notte, saremo in piazza Montecitorio per la ‘Notte della Democrazia’. Un fiore bianco sarà il simbolo di questa veglia per dire no al Melonellum”. Tra gli oltre 200 emendamenti depositati in vista dell’esame in Aula,  si distingue la proposta del Movimento 5 Stelle. Una o due preferenze con vincolo di genere, abolizione del listone nazionale bloccato utilizzato per distribuire il premio, riduzione dei seggi aggiuntivi da 70 a 50 alla Camera e da 35 a 25 al Senato e cancellazione dell’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio. Sulle preferenze, invece, nessun emendamento targato Pd.

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