Legge elettorale, FdI mette il turbo. Capolista bloccato e fino a 3 preferenze di genere: l’emendamento che compatta la maggioranza

Le sinistre urlano all’attentato alla Costituzione e alla deriva plebiscitaria. Il centrodestra, invece, procede compatto, malgrado di diverse sensibilità, sul tema delle preferenze. E trova la quadra. A meno di mezz’ora dalla scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale, Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc ne hanno depositato uno sulle preferenze. Si prevede il capolista bloccato e la possibilità di indicare fino a 3 preferenze, di cui una di genere tra i 6 nomi già scritti sulla scheda, che saranno alternati in ordine di genere. Una soluzione che permette alla maggioranza di restare unita. Forza Italia e Lega, che non hanno firmato la modifica, si sono impegnate a votarla in Aula. L’accordo c’è, nonostante il refrain delle opposizioni sulle divisioni della maggioranza. In attesa di riunioni dei singoli partiti al relatore è stato temporaneamente chiesto di esprimere parere di remissione all’Aula.
Preferenze, l’emendamento di FdI, Noi moderati e Udc
Un capolista bloccato e tre preferenze. Ecco la principale novità contenuta nell’emendamento alla legge elettorale. Il comma 4 ex articolo 1 viene sostituito con il seguente: “Ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista. Corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’eventuale attribuzione del premio di governabilità”. ”Ogni elettore – si legge nel testo visionato dall’Adnkronos – inoltre, può esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista”.
Tre nomi scelti tra una rosa di sei
Nello specifico, precisano ancora nel testo dell’emendamento, “se l’elettore traccia un segno sul nominativo del candidato capolista, senza tracciare un segno sul contrassegno della lista medesima, si intende che abbia votato per la lista stessa”. Mentre “se l’elettore traccia un segno sul nominativo di un candidato non capolista, il voto di preferenza si intende validamente espresso”. Non solo, “il voto di preferenza espresso validamente per uno o più candidati della medesima lista è considerato quale voto alla lista se l’elettore non ha tracciato altro segno in altro spazio della scheda”. Se l’elettore “traccia un segno sul contrassegno di una lista, è nullo il voto di preferenza espresso per il candidato incluso in altra lista”. Invece “se l’elettore traccia un segno sul contrassegno di una lista e sul nominativo del candidato capolista di altra lista, è valido il voto espresso nei confronti della lista identificata dal contrassegno votato”.
Il voto è espresso “tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e cognome del candidato prescelto, riportato nell’apposita colonna a fianco del contrassegno di lista”. Ma nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, “pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista”.
Donzelli: FI e Lega voteranno il nostro emendamento
“L’emendamento presentato da FdI, Nm e Udc per reintrodurre le preferenze nella legge elettorale non ha diviso il centrodestra. FI e Lega riuniranno i loro gruppi e valuteranno. Però l’auspicio ovviamente è che l’emendamento sia sostenuto da tutto il centrodestra”. Così il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, parlando con i cronisti davanti alla Camera. “Questo è un emendamento in cui si mette insieme l’esigenza di far esprimere al cittadino la sua possibilità di scelta, ma al tempo stesso dà la possibilità anche ai partiti di confermare nella selezione della propria classe dirigente alcune persone che hanno a cuore. Il capolista bloccato serve a questo”. Donzelli dice di confidare che l’emendamento non venga affossato col voto segreto. “Dall’inizio legislatura tutti dicono ‘se il centrodestra entra in crisi’. Ma non è mai successo. Quindi serenamente faremo la legge elettorale che serve all’Italia e agli italiani. Che dà la possibilità di esprimersi non soltanto su chi entra in Parlamento ma anche su quale maggioranza poi dopo governa la nazione, e soprattutto con quale proposta di presidente del Consiglio si arriva poi al Quirinale. Nelle legislature precedenti – conclude Donzelli – questo non accadeva. Abbiamo ascoltato i consigli di tutti e fatto una legge che ascolta le sensibilità di tutti”.
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