Legge elettorale, le opposizioni si aggrappano al voto segreto: l’emendamento sulle preferenze non passa per un voto

L’Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l’emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava ad introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma della legge elettorale del centrodestra. I relatori di maggioranza hanno dato parere favorevole, così come il governo. Sull’emendamento avevano annunciato il voto favorevole anche Lega e Forza Italia, nonostante non abbiano sottoscritto l’emendamento. A favore si erano espressi anche i deputati di Futuro Nazionale, mentre le opposizioni hanno duramente criticato il testo e annunciato il voto contrario.
La giornata è stata complicata e dibattuta, con le opposizioni sulla barricate a gridare allo scempio della Costituzione mentre la maggioranza si è confermata compatta. Forza Italia e Lega al termine delle riunioni dei gruppi che hanno preceduto il confronto e il poi il voto avevano deciso per il via libera all’emendamento di Fratelli d’Italia (firmato anche da Noi moderati e Udc) che reintroduce le preferenze. Capolista e tre preferenze con alternanza di genere su una rosa di 6: è questa la novità fulcro dell’emendamento. “L’indicazione arrivata da Forza Italia e la maggioranza è chiara”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Identica la posizione del Carrocio con Matteo Salvini che conferma il voto favorevole alle preferenze.
Legge elettorale, l’appello di Meloni: votate a scrutinio palese
Prima del voto era scesa in campo apertamente la premier Meloni chiedendo a tutti di giocare a carte scoperte. “Oggi si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto – ha sottolineato la premier – credo sia doverosa un’operazione verità. Per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto”. Meloni ha sfidato le opposizioni a non chiedere il voto segreto. “Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”.
Le opposizioni si aggrappano al voto segreto e urlano alla ‘deriva autoritaria’
Così non è stgato, le sinistre hanno chiesto al presidente della Camera Lorenzo Fontana che la proposta di legge sulla riforma elettorale fosse votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata da Pd, 5Stelle e di Avs, ha riguardato tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale sul provvedimento. La presidenza della Camera ha dato quindi il via libera al voto segreto su un centinaio di emendamenti alla legge elettorale (114) su 200 presentati, e agli articoli 1, 2 e 3. La richiesta delle opposizioni di scrutinio segreto, ha spiegato il presidente di turno Fabio Rampelli, “può essere accolta per tutte le proposte emendative e gli articoli del provvedimento per cui sussistono i requisiti”. Rampelli ha quindi ha annunciato la distribuzione di una tabella “con l’elenco di tutte le votazioni a scrutinio segreto accolte. A cui si aggiungerà anche la votazione finale”.
Lollobrigida: gli italiani devono sapere chi è contro e chi è a favore
”Io sarei per un voto palese in Parlamento perché gli italiani devono sapere chi ha votato contro o a favore”. Parola di Francesco Lollobrigida chiacchierando in Transatlantico. “I cittadini devono sapere nomi e cognomi, a mio avviso, di quelli che sono a favore e di quelli che sono contro preferenze. Chi è contrario – dice il ministro dell’Agricoltura – lo spiega e vota di conseguenza, chi è favorevole lo spiega e pure vota di conseguenza”.
Lo show delle opposizioni
Il dibattito è filato via con il consueto show delle opposizioni. Primo fra tutti Giuseppe Conte, che ha incassato male l’appello della premier. “Quale sarebbe l’emendamento sulle preferenze su cui ci sta sfidando? Le vostre sono preferenze farlocche. Ci richiami quando inizierà a occuparsi di stipendi ed emergenze degli italiani anziché di come rimanere imbullonati alle poltrone”. Non è stato da meno Angelo Bonelli che ha difeso a spada tratta il voto segreto. “Chi non ci mette la faccia è la presidente del Consiglio che non viene in aula a difendere il suo emendamento truffa sulle preferenze”. Dal Pd è arrivata la lezioncina di diritto e di civiltà democratica. “Oggi vi è il rischio concreto di scrivere una brutta legge che non è utile al Paese, che continua a erodere l’edificio della democrazia”. Parola di Federico Fornaro. Roberto Vannacci aveva annuncia il suo voto favorevole, seppure con riserva. “Noi manteniamo il nostro emendamento, quello autentico, che ridà la sovranità al popolo e ridà dignità al Parlamento. Quello di Fratelli d’Italia lo voteremo comunque, tappandoci il naso, perché è il meno peggio”. Metterci la faccia? Su una proposta che consideriamo profondamente incostituzionale?”. Così Riccardo Magi in versione pasdaran che ha scaldato i muscoli per la maratona notturna sotto a Montecitorio.
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