Legge Elettorale: si va il 14 luglio alla Camera con vista sul Colle
Sono ancora tanti i nodi da sciogliere intorno alla legge elettorale e altrettanti i temi di non largo consenso in seno al centrodestra, a iniziare dalle differenze sulle preferenze. La discussione in aula della Camera dei Deputati sulla nuova legge elettorale scivola al 14 luglio. Una partita che si gioca all’ombra del Quirinale. Dalle politiche del 2027, del resto, dipende anche il governo destinato a eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Il perno su cui ruotano sia le elezioni, sia la prossima legge elettorale.
Meloni: una coalizione da tenere unita e il rebus preferenze
In questo momento, la priorità di Meloni è tenere unita la coalizione, ma dentro al centrodestra si giocano due partite con tempi e modalità diverse, una in ottica Melonellum, l’altra il Quirinale. Unico comune denominatore: l’alleanza con Vannacci. I voti di Futuro Nazionale sono decisivi sia per la formazione di un nuovo governo, sia per il primo (o la prima) Presidente della Repubblica di centrodestra. Le trattative sono in salita. Alla base, l’introduzione delle preferenze. Meloni e Fratelli d’Italia continuano a spingere per modificare le liste “bloccate” in modo da offrire maggiori possibilità di scelta agli elettori. Lega e Forza Italia non hanno superato lo scetticismo. La ricerca della sintesi non significa trovarla in tempi brevi. E di fatto, impone il rinvio al 14 luglio.
Vannacci e l’eventualità di un post voto strutturale
Allo status quo, con o senza il Melonellum, il generale Vannacci è fuori dalla coalizione e se il centrodestra non vince le elezioni, tutto si complica anche in ottica Quirinale. Se invece Meloni le vince anche senza in “pancia” Futuro Nazionale, il generale si trasforma in un quid in più per eleggere comunque il Presidente della Repubblica e governare su temi condivisi. Una coalizione post voto, strutturale, che potrebbe accontentare sia i due leader di FDI e Futuro Nazionale, sia Lega e Forza d’Italia, evidentemente poco inclini al dialogo con il Generale. Differenze, anche piuttosto aspre. Quanto basta a non spingere la Premier a sfidare gli alleati sull’immediato anche sulla questione Vannacci.
Meloni e Melonellum, fra Colle e il futuro: pausa di riflessione in vista
La maggioranza c’è, sta bene ma non gode di forte e robusta costituzione. Anche per questo la Meloni colloca Vannacci all’opposizione. La prospettiva però, di eleggere un presidente della Repubblica, per la prima volta nella storia, di area di centro destra metterebbe in difficoltà chi boicotterebbe il progetto. E così, il voto “utile” di Futuro Nazionale sarebbe ancora più importante nell’economia della formazione di un governo destinato a governare nella legislatura che eleggerà il prossimo inquilino del Quirinale. Con queste premesse, la pausa di riflessione estiva appare inevitabile. Il voto alla Camera non si interromperà ma difficilmente si arriverà al passaggio definitivo in Senato prima dell’estate. Prenotate le vacanze, dunque: Camera con vista sul Colle.
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