Il cognome non è un destino: sì bipartisan alla legge che libera i figli dei boss e assesta un insospettabile colpo alla mafia

02 Luglio 2026 - 15:47
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Il cognome non è un destino: sì bipartisan alla legge che libera i figli dei boss e assesta un insospettabile colpo alla mafia

Il cognome non è un destino: sì bipartisan alla legge che libera i figli dei boss e assesta un insospettabile colpo alla mafia

La sfida alle mafie non passa soltanto dalle operazioni di polizia, dai processi e dalle condanne in tribunale, ma anche dalla possibilità di offrire ai figli dei boss un futuro diverso da quello imposto dalla criminalità. È da questo principio che nasce “Liberi di scegliere”, la proposta di legge approvata all’unanimità dalla Camera in prima lettura e fortemente voluta dalla presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. Un provvedimento bipartisan che punta a spezzare la trasmissione ereditaria della cultura mafiosa, garantendo protezione, assistenza e nuovi percorsi di vita ai minori e alle madri che decidono di rompere con i clan.

Colosimo: «La terza via dell’antimafia passa dai bambini»

Il provvedimento nasce dal lavoro della Commissione Antimafia e punta a trasformare in legge il progetto “Liberi di scegliere”, nato dall’esperienza maturata sul campo per proteggere i figli delle famiglie mafiose. Per Chiara Colosimo si tratta della cosiddetta “terza via” dell’antimafia, quella che non si limita alla repressione ma interviene prima, sottraendo i minori alla cultura mafiosa e offrendo loro un percorso di protezione, assistenza e rinascita. L’obiettivo è affermare un principio preciso: nessun bambino deve essere condannato dal contesto familiare nel quale nasce.

Fratelli d’Italia: «Lo Stato offre una concreta possibilità di riscatto»

Molteplici i commenti dei componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Antimafia, che hanno accolto con favore il via libera dell’Aula. Per Giandonato La Salandra, il provvedimento rappresenta «un passo decisivo nella lotta alla criminalità organizzata», perché interviene proprio sul futuro delle nuove generazioni e spezza la trasmissione della cultura mafiosa.

Sulla stessa linea Francesco Michelotti, che sottolinea come i figli e le mogli dei boss debbano poter scegliere una strada diversa da quella imposta dall’ambiente criminale. La legge prevede infatti strumenti di sostegno sociale, economico, lavorativo e personale, fino alla possibilità del cambio d’identità, per consentire alle persone coinvolte di costruirsi una nuova vita lontano dalle organizzazioni mafiose.

Kelany: «Una vittoria della legalità e delle istituzioni»

Per la deputata Sara Kelany, componente della Commissione Antimafia, l’approvazione unanime rappresenta «un risultato di grande valore civile e istituzionale». «Nessun bambino e nessun ragazzo devono essere condannati a ereditare un destino criminale solo per essere nati in un contesto mafioso», afferma la parlamentare, evidenziando come la norma rafforzi gli strumenti di tutela per i minori e per le madri che scelgono di rompere con la criminalità organizzata. Secondo Kelany, lo Stato dimostra così di essere presente, offrendo «una reale possibilità di costruire un futuro libero dalla violenza e dal ricatto delle mafie».

Russo: «Così impediamo che il cognome diventi un destino»

Anche il senatore Raoul Russo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Antimafia, definisce “Liberi di scegliere” una legge destinata a lasciare il segno. Il provvedimento, spiega, punta a impedire che la provenienza familiare diventi un destino inevitabile, offrendo ai giovani una concreta alternativa di legalità. Russo richiama anche una celebre frase di Paolo Borsellino: «Se la gioventù negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».

Liberi di scegliere: un provvedimento bipartisan contro la cultura mafiosa

Il senatore Salvo Sallemi evidenzia come il testo sia il frutto di un lavoro bipartisan svolto all’interno della Commissione Antimafia e affronti in modo organico la protezione dei minori esposti alla cultura criminale. Sulla stessa linea il deputato Saverio Congedo, che ha definito il proprio voto una dedica ideale ad Angelica Pirtoli, la bambina di due anni uccisa dalla Sacra Corona Unita nel 1991, simbolo innocente della violenza mafiosa. Anche il senatore Costanzo Della Porta sottolinea il significato dell’approvazione unanime della Camera, ricordando come il vero obiettivo della legge sia impedire che il contesto familiare e sociale condanni i giovani cresciuti nel clan a un futuro già scritto.

Se il Senato confermerà il via libera della Camera, “Liberi di scegliere” diventerà uno dei tasselli più significativi della strategia dello Stato contro le mafie. Perché la vera vittoria non consiste soltanto nel colpire i clan con le sentenze, ma nel sottrarre loro ciò che garantisce la sopravvivenza delle organizzazioni criminali: il ricambio generazionale. È questa la sfida lanciata dal Parlamento con un voto unanime. Perché nessun bambino deve essere prigioniero del cognome che porta o del contesto in cui è nato, ma può essere libero di scegliere il proprio destino.

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