LEsercito USA testa un lanciatore autonomo modulare
Un lanciatore militare tradizionale nasce normalmente come un sistema completo, proprio perché veicolo, elettronica e armamento vengono progettati per funzionare insieme. Quando si va a modificare uno di questi elementi, solitamente sono richiesti interventi sull’intera piattaforma, con tempi e costi che mal si adattano a tecnologie in rapida evoluzione.
L’Esercito statunitense vuole provare a spezzare questo legame con il progetto CAML, acronimo di Common Autonomous Multi-Domain Launcher, che vorrebbe separare la piattaforma mobile autonoma dai moduli contenenti le munizioni. In sostanza il veicolo diventa una sorta di base comune sulla quale possono essere installati carichi differenti a seconda della missione. Per capire perché sia interessante basta pensare a come funziona un computer fisso. Se ogni nuovo componente obbligasse a sostituire l’intera macchina, aggiornarlo sarebbe molto più complicato, ma la modularità consente di modificarlo e migliorarlo all'occorrenza.
CAML applica una logica simile a un sistema d’arma, utilizzando interfacce comuni che permettono a elementi sviluppati anche da fornitori differenti di lavorare insieme. Il Georgia Tech Research Institute avrà proprio il compito più delicato, ovvero far funzionare questi pezzi come un unico sistema.
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