Lettera Schlein a Meloni sull’energia, la premier: “Approfondirò”. Ma Conte si tira fuori
Nuovo scontro politico, questa volta soprattutto all’interno dell’opposizione e legato al tema dell’energia. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha interpellato sul tema, che riguarda milioni di italiani, direttamente la premier, Giorgia Meloni. Che da Oslo ha spiegato: “Per quello che riguarda la lettera della segretaria Schlein“, incentrata su clima ed energia, “non ho avuto il tempo di approfondirla ancora. Chiaramente intendo approfondirla senza pregiudizi, non ho assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate, sicuramente non ho i pregiudizi della opposizione italiana che quasi quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo. Io non ho questo approccio, se ci sono e ci saranno delle proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione”.
“Per ora posso dire, da una lettura velocissima, che sono contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo – sottolinea la premier -, perché ricordo quando il Pd diceva che il Piano Casa era fuffa, che era un piano che non serviva a niente, che era vuoto. Oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è una provvedimento che è stato varato da questo governo, ci abbiamo messo 900 milioni l’anno, ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene”. “Quindi mi accontento per ora dell’implicito riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti”, conclude l’inquilina di palazzo Chigi.
La lettera di Schlein
Nella lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pubblicata su ‘Repubblica’, Schlein apre al dialogo sull’utilizzo dei 14 miliardi di euro che l’Italia potrebbe impiegare entro il 2028 per accelerare la transizione energetica, sfruttando la possibilità prevista dalla Commissione Europea di utilizzare fino allo 0,6% del Pil in tre anni in deroga ai vincoli di bilancio.
“Come Partito Democratico siamo disponibili al dialogo su come utilizzare queste risorse al meglio, e in questo spirito costruttivo offriamo la nostra proposta di un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese”, spiega Schlein, secondo cui “si tratta di interventi concreti, sostenibili e coerenti con le esigenze del Paese. La loro attuazione richiede una visione strategica e la volontà di affrontare la crisi climatica ed energetica non solo con misure emergenziali, ma con politiche capaci di produrre benefici duraturi per famiglie, imprese e territori”.
Nel piano si immagina lo stanziamento di due miliardi “per raddoppiare la dotazione di risorse del Conto Termico, per favorire la sostituzione degli impianti a combustibili fossili con pompe di calore elettriche, valorizzando una filiera nazionale in cui l’Italia è leader europeo, con particolare attenzione alle famiglie colpite da povertà energetica”. Si prevede inoltre l’incremento di tre miliardi “delle risorse destinate dal Piano casa del governo per la riqualificazione energetica degli alloggi Erp, a beneficio delle famiglie più esposte al caro bollette”.
Inoltre, Schlein propone di destinare “quattro miliardi per sostenere le imprese nella conversione dei processi produttivi e ridurre il consumo di gas naturale”, ma anche “il rifinanziamento con tre miliardi del Fondo unico per reti metropolitane e trasporto rapido di massa”, oltre a un investimento “di due miliardi per il potenziamento e l’efficientamento delle reti elettriche, sistemi di accumulo, batterie e infrastrutture di ricarica”. La leader Dem propone infine “una revisione della tassazione sull’energia elettrica, oggi più elevata rispetto a quella sul gas”.
L’altolà di Conte
Il leader M5S, Giuseppe Conte, però si tira fuori. “Non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme” al governo Meloni. Conte lo ha detto in serata a Dritto e rovescio su Rete4, commentando la lettera di Elly Schlein alla premier. “Io ovviamente parlo per me. Io ho iniziato e ho proposto a questo governo varie forme di collaborazione. Per il salario minimo, ad esempio. Ho sollecitato le altre forze di opposizione e siamo andati in piena estate a incontrare Meloni e il governo a Chigi, ci ha preso in giro e poi di fatto non lo ha fatto”, ha spiegato. “Ci ha sbattuto la porta in faccia aumentando lo stipendio a Brunetta e le indennità a ministri e a sottosegretari e gli italiani sono in braghe di tela sfruttati con la manodopera sottopagata. E poi altre forme di collaborazione. Sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte. E soprattutto oggi non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme con chi, governo Meloni, ancora l’altro giorno ha detto che vuole fare le trivellazioni“, ha sottolineato. “Stiamo parlando di tornare al petrolio, di chi ha detto che vuole fare dell’Italia il l’hub del gas naturale e peraltro non ha fatto nulla, parliamo sempre di fossile. Di chi, con otto decretini, addirittura ha lasciato che si gonfiassero i prezzi dei carburanti e delle bollette e non ha fatto nulla di nulla. Adesso, Meloni è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi”, ha aggiunto Conte.
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