L’ex capo di PlayStation Shawn Layden sulla fine dei dischi fisici: “Una decisione da foglio Excel”

03 Luglio 2026 - 13:02
0
L’ex capo di PlayStation Shawn Layden sulla fine dei dischi fisici: “Una decisione da foglio Excel”

Quando Sony ha annunciato la fine della produzione di dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation a partire dal 2028, le reazioni non si sono fatte attendere. Tra le voci più autorevoli a intervenire sull'argomento c'è quella di Shawn Layden, ex responsabile di PlayStation Worldwide Studios e veterano Sony con 32 anni di carriera alle spalle, che in un'intervista con Eurogamer ha offerto la sua lettura di una decisione che definisce "abbastanza drammatica".

Layden è stato chiaro fin dall'inizio: non aveva alcuna informazione preventiva su quello che stava per succedere, e non è detto che sia d'accordo con la scelta. Ma capisce la logica che ci sta dietro, e la sintetizza con una formula efficace. "Se guardi a qualsiasi decisione di interrompere un prodotto, un modello o una funzione, è quasi sempre un foglio Excel", ha spiegato. "Cosa rappresentano le vendite fisiche rispetto a quelle digitali? Sono abbastanza vecchio da ricordare quando le vendite digitali erano al dieci percento. Sono abbastanza vecchio da ricordare quando erano zero percento, perché non esisteva nemmeno un mercato digitale. E quel numero è cresciuto nel tempo."

"Decisioni da foglio Excel", dice Layden sulla scelta di PlayStation di smettere di produrre dischi fisici

La pandemia, secondo Layden, ha accelerato drasticamente questo processo in due modi simultanei: ha abituato milioni di persone ad acquistare giochi online invece che nei negozi, e ha allo stesso tempo affossato ulteriormente i punti vendita fisici, riducendo i luoghi dove i dischi potevano essere acquistati. Un circolo vizioso che nel tempo ha reso i numeri sempre meno favorevoli al formato fisico.

La logica del "tipping point" che Layden descrive è quella di un'azienda che, arrivata a coprire l'ottanta percento del mercato potenziale con il digitale, si chiede se valga davvero la pena mantenere attiva un'intera infrastruttura per il restante venti percento, soprattutto se quel segmento rappresenta solo il cinque percento dei ricavi. A un certo punto, dice, diventa matematicamente ovvio che non conviene più farlo. L'annuncio di Sony suggerisce che quel momento sia arrivato, anche se la società ha scelto la formula diplomatica delle "preferenze dei consumatori" per motivare la decisione.

Vale la pena leggere questa notizia alla luce di un'ironia storica che non è sfuggita a nessuno. Era il 2013 quando Microsoft annunciò per Xbox One un sistema che avrebbe limitato la condivisione dei giochi fisici, puntando di fatto verso un futuro digitale. Sony rispose con un video diventato immediatamente iconico, in cui i dirigenti Shuhei Yoshida e Adam Boyes si passavano fisicamente un disco dimostrando quanto fosse "complicato" condividere giochi su PlayStation 4. Un'ironia che oggi si è ribaltata completamente, con PlayStation a fare esattamente quello che all'epoca aveva usato come argomento contro il rivale.

"No, non è una vendetta contro il mercato dell'usato"

Layden ridimensiona invece l'idea che dietro alla scelta ci sia la volontà di colpire il mercato dell'usato, un'ipotesi circolata anche dopo che Rockstar aveva annunciato che le copie fisiche di GTA 6 includeranno un codice download invece di un disco. Secondo l'ex dirigente, il mercato dell'usato ha già perso la sua rilevanza economica ben prima di questa decisione. "Non è più materialmente importante per il business", ha detto, ricordando come il modello GameStop fosse costruito interamente intorno alla rivendita di giochi di seconda mano, e come l'ascesa del digitale lo abbia già in gran parte distrutto negli anni scorsi.

Le implicazioni della mossa Sony, però, vanno ben oltre la sola PlayStation.

Layden è convinto che Microsoft e Nintendo seguiranno, e i segnali in questo senso stanno già arrivando: ci sono già indiscrezioni che vogliono Xbox Project Helix priva di lettore disco, e Microsoft sta lavorando a uno strumento per convertire i dischi fisici in copie digitali. "Quando il leader del settore prende una decisione di questa portata, questo influenza pesantemente quello che faranno gli altri", ha detto Layden. Se così fosse, potremmo trovarci di fronte alla fine del supporto fisico per i videogiochi come categoria. Senza console capaci di leggere i dischi, non ha senso produrre giochi su disco, e senza quei giochi il mercato delle edizioni speciali con gadget e artbook potrebbe perdere la base su cui si appoggia.

Rimane aperta la questione dell'accessibilità globale: Layden ha ricordato che durante i suoi anni in Sony uno degli argomenti più forti a favore del fisico era la copertura mondiale del brand PlayStation, presente in aree con infrastrutture internet ancora insufficienti. Menzione specifica per chi vive su basi militari senza connettività internet per ragioni di sicurezza: "L'idea che potessero comprare un gioco, inserirlo nella console e giocare era importante. Non vuoi lasciare queste persone indietro." Se quella soglia di tolleranza per il mercato non raggiunto sia stata ufficialmente superata, oggi lo sa solo Sony.

L'articolo L’ex capo di PlayStation Shawn Layden sulla fine dei dischi fisici: “Una decisione da foglio Excel” proviene da GameSource.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User