L'ex Juventus Ivano Bonetti: "Che gaffe su Boniperti, Platini mi dava i soldi degli sponsor"

2 Giugnoe 2026 - 12:30
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Un po' di aneddoti tra Juventus e Sampdoria

L'ex calciatore della Juventus e della Sampdoria Ivano Bonetti, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha aperto il suo personalissimo album dei ricordi:

"Ne ho così tanti che potrei scrivere un libro. Avevo vent’anni, fu un onore entrare in una squadra di campioni (la Juventus, che lo aveva preso dal Brescia, ndr). Dalla società ai campioni in rosa, ogni allenamento era una lezione di stile e classe".

LA GAFFE SU BONIPERTI

"Boniperti? La prima volta che l’ho visto feci una gaffe clamorosa. Scambiai il direttore generale Giuliano per lui... non l’avevo mai visto e mi confusi. Così firmai per la Juventus convinto di aver incontrato Boniperti, ma non era così. Mi hanno preso in giro per un anno intero. Mi diceva “devi sposarti!”. E poi mi chiedeva in continuazione di tagliarmi i capelli. Abbiamo discusso tanto, ma ci siamo voluti bene per davvero. Anche se la scelta di andare via non me l’ha mai perdonata...".

TRAPATTONI LO RIVOLEVA

"Ero giovane e volevo giocare. Ho avuto fretta. È stato un errore che con il senno di poi non rifarei. Ma hanno provato a riprendermi quando ero alla Samp. Il Trap mi avrebbe voluto, ma Boniperti era un po’ scettico... Giocavo nella Sampdoria e a Genova stavo da dio. Non avevo necessità di spostarmi. Il Trap mi chiedeva di raggiungerlo: “devo rifondare, mi servi”, mi diceva. Un paio d’anni prima aveva provato anche a portarmi all’Inter".

PLATINI

"Che dire... era fantastico. Passava tanto tempo con noi giovani, ogni tanto dava anche due boccate di sigaretta prima di buttarla furbescamente e non farsi vedere dal Trap. Poi, veniva a dare ai ragazzi gli extra che gli entravano dagli sponsor. Li dava a me, Pioli e Bonini. So che mi apprezzava e che gli piaceva il mio modo di calciare col mancino. “Ora che me ne vado io, tocca a te”, mi diceva scherzando. E io gli chiedevo di non smettere".

VIALLI

"Mi prendeva in giro per il mio disordine. Pensi che una volta, prima di una partita di Coppa, bevo un sorso di whisky da una fischietta, lui mi becca e inizia a sgridarmi. Poi, entro in campo e segno un goal bellissimo. Così, prima di rientrare per la ripresa, mi ferma e mi dice “Ivo, ma non è che ne hai un po’ anche per me?”. Siamo scoppiati a ridere. Poi l’ha bevuta per davvero e ha fatto gol pure lui".

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