Milan, senti Bergomi: "Deve provare a vincere l'Europa League, quest'anno giocato col freno a mano tirato. Ibrahimovic? Maldini diceva che non si nasce dirigenti..."

2 Giugnoe 2026 - 12:30
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Le parole dell'opinionista ed ex calciatore italiano in merito al momento e alla stagione appena trascorsa dal Milan.

Una situazione di una realtà ancora in via di definizione per il Milan, chiamato in questa settimana a ridefinire l'intero pacchetto dell'organigramma dopo il terremoto societario causato dalle precise scelte e volontà del patron di RedBird Gerry Cardinale che ha sollevato dai rispettivi incarichi tutta l'area tecnica e dirigenziale.

In questo momento di grande apprensione per il futuro, alla presentazione del podcast Derbyssimo Legends, i colleghi di MilanNews hanno realizzato un'intervista all'ex capitano dell'Inter e ora opinionista da tanti anni per Sky Sport Beppe Bergomi.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

CONDIVIDI LA SCELTA DI CARDINALE?

Bergomi risponde subito così, chiarendo la sua posizione: “Quando non raggiungi un obiettivo sicuramente bisogna fare delle scelte, dolorose, ma secondo me che andavano fatte, giusto o sbagliato lo valuteranno loro. Però quando arrivi in queste situazioni, il cambiamento ti deve dare la forza veramente di innovare e di cambiare completamente e la storia del Milan ci insegna questo. Io ho i capelli bianchi e so i tempi di Farina, quando poi arriva Berlusconi che porta Sacchi, c’è un’innovazione. Certo che oggi portare qualcosa di diverso nel calcio dove le conoscenze ampie è più difficile, però è un’opportunità per il Milan per poter ripartire”.

LE IDEE DI CARDINALE E IBRAHIMOVIC SONO GIUSTE PER LA STORIA DEL MILAN?

“Allora, dobbiamo partire da un presupposto, il calcio italiano. Il calcio italiano secondo me per essere competitivo in Europa è difficile, però in Italia certo che deve essere competitivo. Ricordati sempre che chi ha le maglie di Milan, Inter e Juventus deve sempre competere per vincere il campionato, anche nelle difficoltà. Il problema è a livello europeo, la Champions deve essere un’opportunità. Pensare di competere col Bayern Monaco, col PSG, col Manchester City diventa difficile, l’Inter c’è riuscita una volta ma è sempre più difficile perché il gap si allarga sempre di più. Quindi il Milan deve cercare di ripartire, pensare sul campionato ma pensare di poter vincere l’Europa League perché è una vetrina, perché adesso la vedi come una negatività, ma quando ci sei dentro, io lo so siccome la commento, lo so, quest’anno l’Aston Villa era favorita e l’ha vinta, l’anno prossimo il Milan come la Juventus devono partire per cercare di vincere”.

LA STAGIONE APPENA TRASCORSA

Secondo me il Milan quest’anno, non me ne vogliano Allegri e i tifosi milanisti, ha giocato un po’ con il freno a mano tirato. Questa è una squadra che ha talento, giocatori da uno contro uno europei, parlo di Pulisic, Saelemaekers, Leao, mi direte il centravanti, va bene. Però il Como ha Douvikas che ha fatto 14 goal, non è questione di nomi ma di impostazione, di far crescere i giocatori che hai a disposizione. Quindi il Milan può partire già da una buona base, non è lontano, si deve concentrare sull’obiettivo principale che in questi anni ha tralasciato che è il centravanti”.

IBRAHIMOVIC

Su Ibrahimovic, Bergomi conclude così: “L’importante che prima di partire scelga l’allenatore e il direttore sportivo che saranno quelli che dovranno costruire la squadra in collaborazione con il proprietario e Ibrahimovic. Può stare anche là, ma deve dare disponibilità e voglia per poter costruire attraverso idee e competenze. Però, come diceva Paolo Maldini, non si nasce dirigenti, chi è stato calciatore non è per forza un grande dirigente, però si può imparare e crescere e quindi può crescere anche lui”.

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