“Libertà” per la Lazio: tifosi, vip e politici in piazza contro Lotito – VIDEO ESCLUSIVO
Lazio libera. L’urlo di dolore di ventimila tifosi biancocelesti, risuona su tutto il quadrante di Roma Nord. Un fiume di tifosi è partito da Ponte Milvio per ritrovarsi a Piazza Ankara: almeno 20mila cuori, un minimo comune denominatore: libertà per la Lazio. Tradotto: il presidente Claudio Lotito è invitato a farsi da parte. Il polso della piazza batte forte: il cuore è spezzato o messo a dura prova da una gestione che i tifosi faticano a capire, prima ancora che sopportare.
“Libertà” per la Lazio: tifosi stanchi e disamorati
Lo striscione non lascia spazio alle interpretazioni. Una sola parola: “Libertà”. Il più grande e comune desiderio dei tifosi della Lazio, esausti dopo 20 anni di gestione Lotito. Sperano in un cambio di proprietà. L’attuale dirigenza, numeri alla mano, è la più vincente della storia dopo quella di Cragnotti, ma chi è presente al corteo non conta i trofei, piuttosto si legge dentro: e non trova più la Lazio. È una questione di sentimenti, identità. In una parola: “lazialità”, termine che riunisce disillusi, frastornati, amareggiati e disamorati per troppo amore. I gruppi organizzati, dal palco allestito nei pressi dello stadio Flaminio non lasciano spazio alle interpretazioni: “La Lazio è dove sono i tifosi. Senza, non c’è la Lazio”. Lontano dallo stadio, ancora più distanti da Formello. Dalla piazza arriva il diktat: “O lui, o noi”.
La politica: presenti Francesco Rocca e Alessandro Di Battista
Una piazza senza colore politico. Niente, del resto, è più bipartisan e trasversale dell’amore per la squadra di calcio. Il presidente della Regione, Francesco Roccca, è presente sia come politico, sia come tifoso: “Non possiamo ignorare il dolore di un popolo ferito che chiede di essere ascoltato. In questa piazza ci sono 20mila persone, vorrà dire qualcosa, è un segnale che non può essere inascoltato. Lotito è un interlocutore complicato, cercherò di farmi portavoce. Servono delle risposte, non si può continuare così”. Alessandro Di Battista, ex Movimento 5 Stelle: “Solo i laziali possono capire cosa si sta vivendo. Ringrazio la piazza, il tirannuccio sarà spazzato via dalla storia. Noi faremo di tutto per liberarci da questo gestore, un personaggio che presidente non è mai stato. Disertate lo stadio, è uno sforzo enorme, ma il calcio è di chi lo ama, siamo un esempio per le altre tifoserie”.
Musica e spettacolo: Tommaso Paradiso, Pino Insegno ed Enrico Montesano
Presenti anche altri VIP di musica e spettacolo. Particolarmente atteso, l’intervento di Tommaso Paradiso che le canta e le suona: “Questo non è un evento di un gruppo sparuto con interessi propri. Qui c’è il popolo della Lazio. Ho visto diverse generazioni, unite. Nonni, figli, nipoti. Sono le famiglie della Lazio. Tutti contro uno. C’è chi vuole impedirci di sognare, ma noi siamo romantici e non smetteremo mai di farlo”. Pino Insegno: “Ho quattro figli, tutti della Lazio, uno è nato anche il 9 gennaio. Mi chiedono quando torneremo allo stadio. Beh, quando vedremo due date. Io La faccia la metto sempre. Anche stasera. È bellissimo incrociare così tante maglie della Lazio, questo è amore”. Enrico Montesano gioca con le parole nel suo videomessaggio: “La gestione ha portato all’indigestione. Ormai ci rimane sullo stomaco. Facile essere laziali quando va tutto bene, adesso occorre essere della Lazio”.
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