Linfoma di Hodgkin avanzato, la strategia PET-guidata riduce tossicità e seconde neoplasie

15 Luglio 2026 - 14:30
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Linfoma di Hodgkin avanzato, la strategia PET-guidata riduce tossicità e seconde neoplasie

Dall’Università di Padova uno studio che conferma, dopo oltre 11 anni, efficacia e sicurezza della terapia personalizzata

Padova, 15 luglio 2026 – L’Università di Padova si conferma protagonista della ricerca internazionale sul linfoma di Hodgkin grazie al contributo del prof. Andrea Visentin, del dott. Alessandro Cellini e del prof. Livio Trentin, Direttore dell’Unità Operativa di Ematologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova.

I tre ematologi hanno avuto un ruolo di primo piano nello studio internazionale coordinato dal prof. Andrea Gallamini del Lacassagne Cancer Center di Nizza, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale eClinicalMedicine (The Lancet Discovery Science), confermando ancora una volta come l’Ematologia di Padova sia centro di riferimento per le patologie oncoematologiche.

Il lavoro presenta il più lungo follow-up mai pubblicato per una strategia terapeutica guidata dalla PET (tomografia a emissione di positroni che permette individuazione dei tumori e il loro monitoraggio in fase di cura) nei pazienti con linfoma di Hodgkin classico in stadio avanzato.

Prof. Andrea Visentin

Con oltre 11 anni di osservazione, la ricerca dimostra che personalizzare l’intensità delle cure sulla base della PET eseguita dopo i primi due cicli di chemioterapia consente di ottenere un controllo duraturo della malattia, riducendo al minimo gli effetti collaterali a lungo termine. I risultati mostrano che la sopravvivenza globale dell’intera popolazione di pazienti ha raggiunto il 94%.

Di particolare rilievo sono anche i dati sulla sicurezza: grazie a un follow-up complessivo superiore a 10 anni, lo studio documenta una bassa incidenza di seconde neoplasie (3,6%) e di eventi cardiovascolari (2,1%), colmando una delle principali lacune della letteratura sulla sicurezza a lungo termine delle strategie terapeutiche guidate dalla PET.

“Il Linfoma di Hodgkin complisce frequentemente persone tra il 20 e 40 anni – spiega il prof. Visentin, del dipartimento di Medicina dell’Università di Padova e primo autoredella ricerca – Il nostro studio conferma che la strategia PET-guidata permette di intensificare il trattamento solo nel 15-20% dei pazienti che ne hanno realmente bisogno, evitando terapie più aggressive nella maggior parte dei casi e limitando così la tossicità senza compromettere l’efficacia”.

“Questi risultati consolidano il ruolo della terapia adattata alla PET come riferimento per il trattamento del linfoma di Hodgkin avanzato e ne evidenziano il valore anche nei Paesi dove i farmaci più innovativi non sono ancora facilmente disponibili, offrendo una strategia efficace, sicura e sostenibile di medicina personalizzata” conclude il prof. Trentin.

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