L’intervento integrale di Meloni all’assemblea generale di Confcommercio: “La ricchezza la fanno gli imprenditori” (video)

10 Giugno 2026 - 15:45
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L’intervento integrale di Meloni all’assemblea generale di Confcommercio: “La ricchezza la fanno gli imprenditori” (video)

L’intervento integrale di Meloni all’assemblea generale di Confcommercio: “La ricchezza la fanno gli imprenditori” (video)

“Buongiorno a tutti, grazie, grazie a tutta la Confcommercio, grazie dell’invito, grazie ai delegati, ai dirigenti nazionali e territoriali, agli iscritti. Grazie al presidente Sangalli, a Carluccio se posso permettermi, perché insomma ci conosciamo da qualche anno e molte sono state tra noi le occasioni di confronto. Chiaramente saluto tutte le autorità presenti, a partire dal presidente del Senato Ignazio La Russa, al vicepremier Antonio Tajani, tanti ministri, colleghi parlamentari di tutti i partiti e tutte le autorità che sono presenti. Dicevo, ci sono state tra noi in questi anni molte occasioni di confronto; non è la prima assemblea di Confcommercio alla quale partecipo, è certamente la prima assemblea di Confcommercio alla quale partecipo da Presidente del Consiglio dei Ministri. Presidente Sangalli, sa quanto mi sia dispiaciuto non essere riuscita ad accettare prima questo invito, ma avevo promesso che avrei colmato questa assenza”.

“E ogni promessa è debito, e a maggior ragione era fondamentale colmare questa assenza perché sono credo 10 anni che un Presidente del Consiglio dei Ministri non partecipa all’assemblea di Confcommercio. Credo che questa assenza non renda onore e giustizia al peso della vostra associazione e chiaramente della realtà che rappresenta nell’economia della nostra nazione, al lavoro che abbiamo fatto insieme anche in questi anni. Sono qui anche per dirvi grazie: grazie per il vostro lavoro chiaramente, e grazie per la vostra disponibilità, la collaborazione, il contributo in termini di idee e di proposte che avete assicurato nei molti tavoli di confronto che il governo ha promosso e avviato in questa legislatura. È stato estremamente prezioso; Confcommercio c’è sempre stata, non vi siete mai tirati indietro e non avete mai anteposto l’interesse di categoria a quello generale”.

“Avete sempre interpretato il vostro ruolo con buon senso e con pragmatismo, fondamentalmente credo perché siete consapevoli della responsabilità che comporti essere una delle colonne del sistema Italia, uno dei motori più identitari e più dinamici dell’economia della nostra nazione. L’anno scorso avete compiuto i vostri primi 80 anni; la Repubblica Italiana li ha compiuti quest’anno, cioè ancora prima che nascesse la nostra Repubblica voi eravate già in campo. E non escludo che Sangalli fosse già il presidente dell’associazione. Eravate già in campo nei territori, tra la gente, per le strade, perché questa è la vostra identità profonda. Voi siete, lo ricordava il presidente Sangalli, una forza di popolo che nasce dal basso e che dal basso costruisce ogni giorno ricchezza, coesione e vitalità per questa nazione. Le vostre attività rappresentano quel tessuto che tiene vivo il nostro territorio, i nostri borghi, le nostre città dalle più grandi alle più piccole. Ogni serranda alzata è una luce, un punto”.

“Di riferimento, è una certezza, ma è anche segno di energia, di saper fare; è presidio di sicurezza, di socialità, di comunità. È qualcosa che nessuna piattaforma online potrà mai sostituire. Questa presenza capillare sul territorio rappresenta l’ossatura dell’economia di vicinato, indispensabile per comporre quello che il sociologo americano Robert Putnam ha descritto come capitale sociale: un patrimonio intangibile ma allo stesso tempo estremamente concreto che le istituzioni a ogni livello hanno la responsabilità di tramandare. Difendere il commercio di vicinato significa difendere relazioni, identità e qualità della vita per le nostre comunità. Anche per questo abbiamo istituito l’albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici con l’obiettivo di valorizzare e tutelare le attività storiche”.

“Riconoscerne il valore culturale, commerciale e sociale. Sostenere le imprese del terziario di mercato significa difendere noi stessi, custodire quello che ci identifica e racconta al mondo cosa significhi essere italiani. Ho apprezzato moltissimo l’espressione ‘Sense of Italy’ usata dal presidente Sangalli; la farò mia perché credo che sintetizzi perfettamente quello che ruota attorno al nostro marchio e il successo dei nostri prodotti. Quel senso è che i nostri prodotti raccontano un’identità, uno stile di vita, un fascino, un patrimonio immateriale che solamente quello che è prodotto in Italia e da italiani può vantare”.

“Nessun altro può replicarlo, nessuna piattaforma può importarlo a basso costo, non si può delocalizzare: esiste solo da noi, esiste solo con noi. Voi siete tra i più capaci animatori e innovatori di questa esperienza d’Italia che è sempre più desiderata nel mondo. Qualche mese fa abbiamo ottenuto lo straordinario riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO; lo dobbiamo alle nostre eccellenze agroalimentari ma anche all’eccezionale qualità dei nostri ristoratori. Pensate anche al turismo, uno degli asset strategici dello sviluppo di questa nazione”.

“Oggi l’Italia è tornata a scalare la classifica globale dei paesi più visitati al mondo, arrivando a essere la seconda nazione europea per presenze turistiche, superando per la prima volta nella storia la Francia e avvicinandosi alla Spagna. Abbiamo raggiunto un altro record: siamo il paese europeo nel quale la permanenza media del soggiorno è più lunga. Se i turisti vogliono rimanerci per un tempo sempre più lungo è perché sanno che in Italia possono vivere qualcosa che altrove è impossibile da trovare, e voi siete tra gli artefici di questa esperienza”.

“Negli alberghi, nei ristoranti, nei locali, nei negozi e nelle botteghe storiche. Il vostro lavoro è prezioso per rafforzare l’immagine e la reputazione dell’Italia nel mondo. Questi risultati sono merito vostro, non del governo. Quello che il governo ha cercato di fare è accompagnarvi, sostenervi ed evitare di disturbare chi vuole creare ricchezza e posti di lavoro. La ricchezza non la fanno i governi, le leggi o i decreti; la ricchezza la fanno gli imprenditori con i loro lavoratori”.

“La politica deve cercare di accompagnare e consentire che quelle persone possano lavorare al meglio delle loro potenzialità. Abbiamo cercato di interpretare così il nostro lavoro, sostenendo il vostro dinamismo. Penso agli sgravi per le assunzioni di under 35 a tempo indeterminato, alla detassazione delle mance, dei turni notturni e festivi, alle staff house per il personale e agli strumenti per le piccole e medie imprese. Abbiamo introdotto misure per combattere l’abusivismo e difendere chi lavora onestamente e paga le tasse”.

“Ricordo l’innalzamento a €85.000 della soglia per il regime forfettario, l’estensione del concordato preventivo biennale alle PMI e alle partite IVA, e il contrasto al fenomeno odioso delle attività ‘apri e chiudi’, gestite spesso da extracomunitari che eludono il fisco. Finora ne abbiamo chiuse d’ufficio 24.000: un risultato importante per lo Stato per gli imprenditori onesti che non meritano di subire la concorrenza sleale. Non si può fare. E stiamo anche su questo rispondendo. Il messaggio che vogliamo lanciare a tutti è che questa non è la repubblica delle banane. Il messaggio è che qui si rispettano le regole”.

“Come ricordava il presidente Sangallii senza regole non c’è mercato, senza mercato non ci sono imprese sane e non c’è crescita. Abbiamo rifinanziato la nuova Sabatini, garantito stabilità alla ZES unica per il Sud (che valutiamo di estendere a tutto il territorio per la parte di semplificazione), confermato la superdeduzione del costo del lavoro e reintrodotto l’iperammortamento. Abbiamo anche approvato la prima legge annuale sulle piccole e medie imprese, un provvedimento atteso da oltre 10 anni”.

“Il testo affronta questioni come la riforma dei confidi per facilitare l’accesso al credito per le PMI. Penso anche alle norme per difendere le filiere italiane, come l’estensione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali per le acquisizioni di imprese in difficoltà da parte di aziende con marchi storici. L’obiettivo è preservare quel patrimonio di conoscenze che ci rende unici”.

“Abbiamo previsto incentivi per il ricambio generazionale: i lavoratori prossimi alla pensione possono beneficiare di esoneri contributivi se l’azienda assume giovani under 34. È un patto tra generazioni per valorizzare le competenze. Abbiamo un’emergenza che si chiama giovani generazioni e una necessità di ribaltare l’emergenza demografica, che è uno dei nostri più grandi problemi economici”.

“È un tema di tenuta del nostro welfare e dello stato sociale. Abbiamo lavorato molto sulle mamme lavoratrici con provvedimenti sui congedi parentali, asili nido e decontribuzione, perché i figli non devono essere un ostacolo all’affermazione professionale. La vera libertà per una donna risiede nel non dover scegliere tra un figlio e la carriera. Ma il problema è anche culturale”.

“Serve una rivoluzione culturale che ci ricordi l’importanza della demografia per la tenuta del sistema sociale. Rafforzare le imprese del terziario è un pezzo fondamentale di questo lavoro. Sappiamo che la forza di questo settore è collegata alla vitalità della domanda interna: tanto maggiore sarà il reddito disponibile dei cittadini, tanto più forte sarà l’impatto sui consumi”.

“Per rafforzare il potere d’acquisto abbiamo agito sul taglio delle tasse e del costo del lavoro, con la riforma fiscale che ha ridotto le aliquote IRPEF e tagliato il cuneo. Ogni anno rimettiamo nelle tasche dei lavoratori 21 miliardi di euro. Vogliamo fare di più, particolarmente per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio. Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio”.

“Abbiamo stanziato 20 miliardi di euro per sbloccare gli stipendi nel pubblico e incentivato i rinnovi contrattuali nel privato. Puntiamo sulla contrattazione di qualità per tutelare davvero i lavoratori settore per settore. Vogliamo una politica che si fidi della responsabilità dei corpi intermedi per risolvere i problemi insieme. Con il salario giusto contrastiamo il dumping contrattuale e la concorrenza sleale”.

“Condivido la visione di riattivare il circuito virtuoso tra ‘Urbs’ e ‘Civitas’, tra la città fisica e la comunità. Senza Urbs la Civitas sarebbe apolide, senza Civitas l’urbe sarebbe deserta. Conoscete bene la sfida della desertificazione sociale e commerciale dei nostri quartieri e lo spopolamento dei borghi”.

“Per troppo tempo una determinata visione urbanistica ha sostituito l’impianto della città storica italiana con quartieri dormitori senza servizi né luoghi di aggregazione, luoghi anonimi e privi di identità”.

“Spazi che l’antropologo Marc Augé ha definito come ‘non luoghi’. Lancio la sfida di riappropriarci della nostra tradizione immaginando un nuovo modello di sviluppo urbano che rimetta al centro le persone e l’economia di prossimità. Abbiamo uno strumento importante: il piano casa”.

“Non solo per garantire case a prezzi giusti, ma per rigenerare le città. Abbiamo previsto che i futuri programmi di edilizia integrata gestiscano anche lo sviluppo di esercizi commerciali di vicinato. Quando parliamo di sostenibilità dobbiamo parlarne in chiave ambientale, ma anche economica e sociale”.

“Sosteniamo un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica. In Europa chiediamo di rivedere il sistema ETS per diminuire l’impatto sul trasporto pesante e marittimo, che rischia di penalizzare i nostri porti. Abbiamo sostenuto l’acquisto di carburante per l’autotrasporto per contenere l’effetto inflazionistico”.

“Oggi il Consiglio dei Ministri approverà i decreti attuativi sull’intelligenza artificiale. È una questione complessa: dobbiamo trovare l’equilibrio tra valorizzare lo strumento e dare regole che ne limitino i rischi”.

“Vedo due rischi principali: l’impatto sul mercato del lavoro (focus della presidenza italiana del G7) perché stavolta rischia di essere sostituito il lavoro di intelletto. Questo va governato a livello globale per evitare che la ricchezza si concentri ulteriormente”.

“C’è poi l’impatto sulle nostre democrazie: diventa difficile distinguere il vero dal falso. Abbiamo proposto a livello internazionale che i contenuti prodotti dall’IA debbano essere chiaramente indicati come tali”.

“Dobbiamo stabilire i confini dell’utilizzo della tecnologia. Ci apprestiamo a tagliare il traguardo del quarto anno di legislatura. Se penso a quello che abbiamo vissuto mi sembra trascorsa una eternità, ma se penso a quello che vorremmo fare sembra che abbiamo appena iniziato”.

“Abbiamo dimostrato che quando il sistema Italia lavora insieme con una visione chiara, è possibile fare la differenza. Sarebbe disonesto ignorare il quadro incoraggiante che i dati macroeconomici ci restituiscono. Se lo dite voi, che siete autorevoli, aiutate la nazione a riacquisire consapevolezza”.

“Mi dispiace quando l’Italia viene dipinta come spacciata. I dati mostrano una nazione che ha resistito e rilanciato. L’occupazione registra numeri record, l’export è forte e gli investimenti esteri crescono. Dobbiamo fare meglio, ma abbiamo bisogno di crederci”.

“Questo non è il tempo dei dubbi, dell’incertezza o dell’attesa. Questo è il tempo dell’azione, ed è anche il tempo dell’Italia. Vi ringrazio”.

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