Migranti, certificati medici falsi per evitare i rimpatri, l’inchiesta si estende oltre Ravenna: interrogazione di FdI

Certificati falsi per impedire il rimpatrio ai migranti, esplode il caso Ravenna. Dietro ai falsi certificati anti-rimpatrio si nasconderebbe una rete strutturata: l’origine, secondo un’inchiesta del Tempo, è nel movimento “No ai CPR”. Si tratta di certificati redatti da alcuni medici con l’intento (secondo chi indaga) di esentare i migranti irregolari dal trattenimento nei Centri per il rimpatrio, con certificati medici falsi: un caso complesso e che ha già generato un vero e proprio caso politico e mediatico, talvolta relegato a qualche “mela marcia” all’interno del sistema sanitario, ma che – secondo le inchieste e il proseguimento delle indagini nasconderebbe un vero e proprio sistema. Fratelli d’Italia vuole andare a fondo e annuncia un’interrogazione parlamentare.
Interrogazione di FdI sui presunti certificati falsi pro-migranti
“Quanto sta emergendo dall’inchiesta di Ravenna su sistema adottato da alcuni medici per evitare i rimpatri dei migranti è gravissimo”. Così il deputato Francesco Filini, responsabile del programma di FdI. “Lo è perché si tratterebbe di uomini e donne che hanno mancato di adempiere al dovere professionale tradendo lo Stato e i suoi servitori; ovvero quegli uomini e donne in divisa apostrofati con termini irripetibili e letteralmente raggirati. Da quanto emerge decine di immigrati che avrebbero dovuto essere portati nei Cpr non ci sono mai arrivati perché giudicati inidonei. Non perché lo fossero ma per una mera scelta etica di contestazione alla politica migratoria del governo”.
Certificati falsi pro-migranti, viene alla luce il sistema-Ravenna
“Grazie alla Procura per avere scoperchiato attraverso una accurata attività di indagine questo sabotaggio – aggiunge Filini-; attuato da chi dovrebbe sapere che l’opposizione si fa nelle urne e non mancando all’adempimento dei propri doveri. E che merita, per questo, non solo la sospensione ma la radiazione dall’albo di cui è indegno. Per questi motivi Fratelli d’Italia presenterà presto un’interrogazione parlamentare per chiarire i contorni della vicenda”. Oggi sui risultati dell’inchiesta del Tempo i parlamentari di FdI interrogheranno il ministro Piantedosi nel questione time. “Auspichiamo che il lavoro della Procura sia approfondito affinché i medici truffatori paghino e questo sistema venga spezzato. Altresì, vorremmo che gli esponenti di sinistra, legalitari ad intermittenza, pronuncino parole di ferma condanna nei confronti di questi indecorosi professionisti”. Così in una nota il senatore Marco Lisei, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari costituzionali.
Certificati falsi pro-migranti, Bignami: “Sconvolgente”
Quello che sta emergendo è “sconvolgente”, incalza Galeazzo Bignami. “Finora avevamo visto in azione le toghe rosse, ma adesso ecco i camici rossi. Non solo quindi l’aggiramento delle norme. Ma adesso anche la violazione dello stesso codice deontologico pur di vanificare quanto il governo Meloni sta facendo per combattere l’immigrazione irregolare. Ci auguriamo che la magistratura vada fino in fondo per smantellare un sistema. Che oltre a mettere a rischio la sicurezza delle nostre città e degli italiani, favorisce chi proprio sull’immigrazione clandestina lucra”.
Kelany: Sconvolgente, non solo Ravenna
“Quello che sconvolge, come racconta Il Tempo, è che tutto ciò non è limitato soltanto a Ravenna. Ma sarebbe esteso ad altre città d’Italia”. Interviene Sara Kelany, responsabile del Dipartimento immigrazione di FdI,. Quel che sta emergendo “un vero e proprio sistema, una rete, volta a violare le leggi del governo Meloni in tema di contrasto all’immigrazione illegale ed il codice deontologico. Pur di compiacere l’ideologia immigrazionista che tanto piace alla sinistra. Fratelli d’Italia pretende che si faccia chiarezza. Presenteremo un’interrogazione al riguardo – conferma – ma chiediamo che la magistratura accerti responsabilità ripristinando quella legalità che il governo Meloni dall’inizio di questa legislatura sta cercando di far rispettare. Non possiamo accettare che siano gli scafisti, i mercanti di uomini del nuovo Millennio che decidano chi debba entrare nella nostra Nazione”.
“L’indagine partita dalla Procura di Ravenna si allarga”, aggiunge la senatrice di Fratelli d’Italia Marta Farolfi- “Oggi leggiamo che decine di altri medici in tutta Italia sarebbero coinvolti in quello sporco affare emerso a Ravenna. Un fatto già di per sé agghiacciante, che viene oggi aggravato dalla scoperta che fosse in piedi un vero e proprio sistema di camici bianchi intenti a violare la legge in favore dei clandestini. Non solo certa magistratura, dunque, ma anche una parte del mondo medico rema contro l’Italia sul fronte delle politiche migratorie. Qualche mela marcia non può infangare un’intera categoria professionale di persone serie, che si impegnano quotidianamente per la collettività. Occorre fare chiarezza e punire i responsabili”.
Barcaiuolo: Medici indegni di indossare il camice
“In nome del contrasto alle politiche migratorie del governo Meloni, una rete di medici avrebbe consegnato certificati di inidoneità al trattenimento nei Cpr a immigrati sottoposti a visita sanitaria. Medici indegni di indossare il camice”, dice Michele Barcaiuolo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Esteri e Difesa e coordinatore regionale del partito in Emilia-Romagna. La Procura di Ravenna ha già aperto un’indagine su questo increscioso sistema, ma oggi scopriamo, grazie a un’inchiesta de Il Tempo, che situazioni analoghe sarebbero avvenute a decine in tutta Italia. Fratelli d’Italia e il governo Meloni continueranno senza tregua la battaglia contro l’Immigrazione clandestina che ci chiedono i cittadini italiani”.
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