Longhi: "Ecco perché Mkhitaryan e non Stankovic. Chivu andato oltre, non può certo..."

16 Settembre 2026 - 04:10
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Longhi: "Ecco perché Mkhitaryan e non Stankovic. Chivu andato oltre, non può certo..."
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Bruno Longhi ha risposto agli ascoltatori di Radio Sportiva in merito ad alcuni temi che riguardano casa Inter. Il giornalista ha commentato le dichiarazioni di Cristian Chivu in difesa di Pep Martinez. STANKOVIC Aleksandar Stankovic "Perché Mkhitaryan e non Stankovic? Perché Stankovic è un centrale nel centrocampo a tre e Mkhitaryan fa la mezzala sinistra per cui avrebbe dovuto far giocare Stankovic in un ruolo che non è il suo. Il centrale l'ha fatto Zielinski lo fa entrare da playmaker nel momento in cui gli viene a mancare il playmaker. Poi Mkhitaryan ha giocato ieri sera in una dinamica di turnazione, la partita precedente non c'era. Ma sta facendo queste turnazioni per dare la possibilità di dare minutaggio a tutti, soprattutto di ruotare. Anche perché l'Inter aveva giocato a Madrid. Adesso c'è la partita con l'Udinese, poi ci sarà la partita con la Roma. Stankovic è figlio di Dejan Stankovic, grande amico di Chivu. Se Chivu non lo mette dall'inizio non penso che lo faccia per fargli un torto. Evidentemente perché le dinamiche e le situazioni o le soluzioni tattiche che doveva adottare nella partita di ieri non ne prevedevano l'ingresso in campo". Titolo pagina "Penso che fare l'allenatore sia un mestiere difficile quando devi preparare la partita, devi scegliere i giocatori e poi devi essere anche molto attento in conferenza stampa, non è una cosa semplice. È chiaro che quando senti che un tuo giocatore, nel quale credi, perché se no non ci sarebbe stata questa difesa accurata, viene criticato, direi giustamente, perché gli errori li ha commessi, però in maniera quasi esacerbata ed esasperata. Perché dopo la partita di Madrid, lui si becca un 4 e mezzo perché ha commesso quell'errore imperdonabile. Però ha dimostrato di essere un portiere all'altezza. Il tecnico in esame, cioè vale a dire Chivu, ha provato a prenderne le difese, andando oltre, perché non può sicuramente imporre a nessuno di non criticare. Perché il mestiere del giornalista è quello di commentare, ma anche quello di criticare. Sono parzialmente in sintonia con chi cerca di difendere i propri giocatori", ha dichiarato Bruno Longhi a Radio Sportiva.

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