L’Ue conferma: la pelle resta fuori dalla normativa anti deforestazione

14 Luglio 2026 - 17:30
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È ufficiale: la Commissione europea ha adottato l’atto delegato che esclude definitivamente la pelle dal regolamento anti deforestazione relativo alle importazioni. Dal cosiddetto ‘Eudr’ rimangono fuori, dunque, pelli bovine, pelli grezze, cuoio, articoli in gomma vulcanizzata, nastri trasportatori e sedili per aeromobili e autoveicoli, oltre alle rigommature di pneumatici e i semi di soia da semina. Nel provvedimento entrano invece, dal dicembre 2027, i derivati dell’olio di palma destinati all’oleochimica, oltre a caffè solubile e lingue bovine congelate, già inclusi in precedenza.

La decisione conferma quanto era ancora in fase di consultazione pubblica lo scorso 5 maggio, quando Bruxelles aveva aperto per la prima volta all’ipotesi di un dietrofront sul cuoio. All’epoca la proposta era stata accolta con favore dal fronte politico italiano: l’eurodeputato Francesco Torselli aveva sottolineato la necessità di adattare le norme Ue alle specificità produttive dei singoli Paesi, mentre Dario Nardella aveva parlato di un risultato ottenuto grazie al lavoro congiunto delle associazioni di settore, utile a evitare impatti su un comparto strategico per il made in Italy.

Di segno opposto le reazioni delle ong ambientaliste, che avrebbero voluto mantenere il cuoio nel perimetro della norma: gruppi come Global Witness e Human Rights Watch avevano evidenziato il rischio di una frattura normativa, con la carne bovina che resta soggetta agli obblighi dell’Eudr mentre la pelle dello stesso animale può ora essere commercializzata senza vincoli analoghi. Distinzione che – mettono in guardia – rischia di indebolire l’efficacia della legge nel contrasto alla deforestazione.

L’atto delegato passa ora all’esame di Parlamento e Consiglio Ue, che potranno opporvisi, mentre il regolamento entrerà in vigore progressivamente a partire da fine dicembre 2026 per le imprese di maggiori dimensioni.

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