Il Gruppo Teddy supera gli 800 milioni di turnover nel 2025 (+9%)

14 Luglio 2026 - 17:30
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Il Gruppo Teddy, proprietario dei fashion brand Terranova, Calliope, Rinascimento e QB24, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 802,3 milioni di euro, in crescita del 9,16% rispetto all’esercizio precedente. L’ebitda dell’azienda romagnola è di 46,7 milioni, in aumento del 4,5 per cento. La crescita è stata trainata sia dal mercato nazionale (+11,7%) che da quello internazionale. I ricavi netti derivanti dall’e-commerce sono cresciuti del 63,8%, accompagnato anche dalla crescita dei negozi fisici a gestione diretta. Nel 2025 sono stati inaugurati 103 nuovi punti vendita monomarca, portando il totale dei quattro brand a 933 negozi fisici in 44 nazioni. In aumento anche il perimetro e-commerce, oggi in 30 mercati e su 11 marketplace.

“Veniamo da due anni in cui abbiamo sostenuto grandi investimenti per costruire un futuro ancora più solido. Nel 2026 continueremo a guardare avanti con la stessa ambizione che ci contraddistingue da 65 anni, accompagnando lo slancio della crescita con l’attenzione e la cura necessarie a renderla sostenibile e duratura. Perché ciò che conta non è solo crescere nei numeri, occorre sempre crescere nella capacità di stare sul mercato con imprenditorialità e capacità di innovazione, tenendo unite tutte le persone che rendono possibile questo cammino”, dichiara in una nota commenta Alessandro Bracci, AD della società.

Nel 2025 l’organico ha raggiunto 4.005 dipendenti, contando più di 285 persone rispetto alle 3720 unità del precedente periodo. La componente femminile si stima intorno al 71 per cento. Nel corso del 2025 sono state sostenute 28 richieste di sostegno economico tramite il bando ‘Teddy Sostiene chi ti sta a cuore’: progetti a impatto sociale promossi in prima persona dai collaboratori attivi come volontari. Il Gruppo ha poi attivato oltre 10 collaborazioni con realtà del terzo settore. Sono stati 1.429 i collaboratori attivi in maniera volontarie nell’iniziativa di stampo sociale della colletta alimentare.

Sul versante della sostenibilità, gli investimenti sono stati indirizzati soprattutto verso la costruzione di un’infrastruttura dati solida e sicura e una mappatura analitica dei rischi operativi. Nell’anno il Gruppo ha ridotto dell’89% le emissioni di Scope 1 e Scope 2, rispetto alla baseline del 2019. Al contempo lo scope 3 ha raggiunto un meno 5% annuo e un 14% di intensità emissiva. Il 100% dell’energia utilizzata nelle sedi centrali e nei negozi DOS proviene da fonti rinnovabili, certificata tramite garanzie d’origine e pannelli solari. Anche l’impiego di materiali a minore impatto ambientale è cresciuto raggiungendo circa il 20% del peso totale delle fibre acquistate a livello corporate nel 2025. Parallelamente, il 70% degli imballaggi proviene da fonti riciclate, a cui si aggiunge il 100% di recupero dei rifiuti operativi, a conferma di un approccio sempre più orientato alla circolarità.

La rotta del Gruppo coinvolge anche tutti gli attori presenti lungo la filiera attraverso un percorso di tracciabilità che parte dalla mappatura dei flussi di fornitura. Il Gruppo ha sviluppato e messo in campo un programma strutturato che allinea i fornitori terzi ai benchmark internazionali e definisce percorsi di adeguamento agli standard etici e di sicurezza.

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