Legge sui mercati digitali, l’UE mette nel mirino i servizi cloud di Amazon e Microsoft

25 Giugno 2026 - 13:09
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Bruxelles – Spazi virtuali di conservazione dati, archivi telematici, database online, programmi: i servizi cloud di Amazon e Microsoft, AWS e Azure, possono essere definiti come ‘guardiani’ ai sensi della legge europea sui mercati digitali (DMA) e per questo conformarsi alla normativa europea. È quanto rilevato dalla Commissione europea, che informa i due operatori del web dei risultati preliminari delle verifiche condotte e avvia primi inviti a mettersi in regola.

In vigore dall’1 gennaio 2023, il Regolamento sui mercati digitali stabilisce chiaramente quando un operatore del web è ‘grande’ e quando quindi si configura come gatekeeper, controllori di accesso per la quota di mercato che hanno. Ciò si verifica per tutte le piattoforme e gli operatori con un fatturato di almeno 7,5 miliardi di euro nell’UE per i precedenti tre anni, valutazione di mercato superiore ai 75 miliardi e un numero di utenti finali al mese di almeno 45 milioni, uniti a 10 mila utenti aziendali in UE.

Per la Commissione europea AWS e Azure, rispettivamente il servizio di cloud computing più grande e il secondo più grande nell’UE, rappresentano “un importante punto di collegamento tra le imprese e i loro clienti nell’UE, nonostante non soddisfino le soglie quantitative della DMA per la designazione” di gatekeeper. Le valutazioni espresse a Bruxelles sostengono che “sia Amazon che Microsoft sembrano detenere una posizione consolidata e duratura nel settore del cloud computing dell’UE, come dimostra la leadership di mercato di AWS e Azure nel corso di molti anni”. Motivo per cui si chiede di conformarsi alle regole sui mercati digitali previste dal DMA.

Si tratta di avvisi e rilievi preliminari, a cui Amazon e Microsoft possono rispondere usufruendo del diritto di difesa e dopo la consultazione della documentazione della Commissione europea, che continuerà a portare avanti le verifiche. In caso di conferme, le aziende dovranno conformarsi entro sei mesi dalla notifica definitiva.  

“Dai consumatori alle imprese, grandi e piccole, fino alle pubbliche amministrazioni, in Europa la dipendenza dai servizi di cloud computing è in costante aumento”, sottolinea la vicepresidente esecutiva per la Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera. Dato il contesto, aggiunge, “l‘importanza di questi servizi è destinata a crescere ulteriormente, ed è per questo che è fondamentale garantire un mercato efficiente e competitivo, nonché condizioni di parità per tutti i fornitori di servizi cloud”.

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