L’Uefa vuole Al-Khelaifi al posto di Gianni Infantino: la Fifa parlerà arabo? Anche Macron a sostegno del presidente del Psg

L’Uefa non arretra di un millimetro. Vuole fare la guerra a Gianni Infantino, dopo il fallito tentativo del numero uno della Fifa di appaltare i prossimi mondiali a un gruppo di privati (idea poi ritirata), minaccia azioni legali e lancia Al -Khelaifi, il qatariota presidente del Paris Saint Germain, come possibile successore dell’italo-svizzero. Con l’appoggio di Macron.
La guerra dell’Uefa
La Uefa ha minacciato il presidente della Fifa Gianni Infantino di azioni legali per il suo piano di vendita a privati dei beni legati ai Mondiali e gli ha intimato di non distruggere alcun materiale ad esso correlato, secondo quanto riportato dal Telegraph che rivela che l’organo di governo del calcio europeo ha anche scritto a Joshua Kushner, Greg Maffei, JP Morgan e OpenEconomics affermando che sta “valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi” derivanti dall’iniziativa.
La Uefa, tra l’altro si “prepara a sfidare Infantino anche alle prossime elezioni e sta valutando il dirigente sportivo qatariano Nasser al-Khelaifi, presidente del Psg”, come potenziale candidato alle elezioni del prossimo anno per la presidenza della Fifa. Secondo tre alti funzionari del calcio internazionale, che hanno chiesto l’anonimato, secondo quanto riporta ‘Politico’, in colloqui sono iniziati durante i Mondiali del mese scorso, ed Al-Khelaifi è emerso come un serio candidato.
L’appoggio di Macron
Dietro le quinte ci sarebbe anche Emanuel Macron. Macron, scrive L’Equipe, si è mosso “allineandosi alla linea dura adottata dalla Uefa”, nell’intento di “preservare l’unità del calcio mondiale ed evitare qualsiasi spaccatura duratura tra continenti e confederazioni”, ed é intervenuto fin dall’inizio della crisi, con numerose telefonate e intavolando discussioni. E ha ignorato – pur non essendo l’unico leader politico in questa situazione – il principio teorico di “non interferenza” del potere esecutivo negli affari istituzionali dello sport.
Dalla padella alla brace
Se Infantino è apparso inadeguato per il suo ruolo, una presidenza di Al-Khealifi sposterebbe tutti gli equilibri verso i petroldollari. Legato a doppio filo, anche per rapporti di sangue, ai proprietari del Manchester City, il qatariota non risolverebbe la vera questione attuale del calcio, anzi la ingigantirebbe: è ancora uno sport nazionalpopolare e proletario? l’Europa, che lo ha creato conta ancora qualcosa?.
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