Stellantis Canada: niente più auto, la Roshel lo vuole per veicoli blindati

03 Agosto 2026 - 21:40
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Lo stabilimento <strong>Stellantis di Brampton</strong> (Canada) si trova a un bivio storico. Addio alle auto per tutti i giorni, o almeno così sembra per il momento, spazio alla produzione di <strong>mezzi blindati per le forze armate</strong>. L'interesse per l'impianto canadese? Arriva dalla <strong>Roshel</strong>, una realtà dinamica nata appena dieci anni fa che sta crescendo a ritmi così sostenuti da aver letteralmente finito lo spazio.<h2>I numeri di Roshel e la spinta dai mercati esteri</h2>Al momento le attività dell'azienda, suddivise tra catene di montaggio e laboratori di ricerca e sviluppo, occupano all'incirca 400.000 piedi quadrati (circa 37.000 metri quadri). Una metratura importante, che però si sta rivelando un collo di bottiglia per i piani futuri. Per sostenere la prossima fase di espansione <strong>serve un salto di qualità</strong>: una struttura vicina ai due milioni di piedi quadrati (quasi 185.000 metri quadri), vale a dire <strong>cinque volte la superficie attuale</strong>.Questa corsa all'ampliamento è alimentata dagli impegni internazionali della società, che <strong>si è affermata come fornitore strategico di veicoli blindati per l'Ucraina e per diversi Paesi NATO</strong>, inclusi Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito.<h2>L'imponente bando di gara da 6 miliardi di dollari</h2>A fare da innesco definitivo per questa espansione c'è una maxi-gara d'appalto promossa dal <strong>governo di Ottawa</strong>. In palio c'è la fornitura di un contingente di veicoli utilitari leggeri, tra le <strong>1.600 e le 2.100 unità</strong>, affiancati da <strong>400-500 rimorchi</strong>, per un valore totale stimato che sfiora i <strong>6 miliardi di dollari</strong>.La scelta delle istituzioni è stata chiara. Aprire la gara esclusivamente alle realtà industriali canadesi. Con la selezione ormai ristretta a un testa a testa finale tra due soli concorrenti,<strong> Roshel resta pienamente in corsa</strong>. Un'eventuale vittoria cambierebbe le carte in tavola per l'azienda, imponendo un piano straordinario di assunzioni: centinaia di ingressi immediati entro la fine dell'anno e migliaia di nuovi posti di lavoro a regime.<blockquote><em>"Molte aziende automobilistiche si sono ritirate dal Canada. Il settore della difesa può diventare un’alternativa concreta e riportare al lavoro migliaia di persone."</em><strong>— Roman Shimonov, AD di Roshel</strong></blockquote><h2>Il nodo Jeep e le proteste del territorio</h2><img class="alignnone size-full wp-image-280688" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/stabilimento-Stellantis-di-Brampton-.jpeg" alt="" width="738" height="387" />Per accaparrarsi e gestire una commessa di questa portata, Roshel non può permettersi lunghi tempi di attesa. Serve un complesso industriale già pronto. Ed è proprio qui che il destino incrocia la <strong>fabbrica Stellantis di Brampton</strong>. Il sito è piombato nel silenzio dal 2023. La produzione si è arrestata, la quasi totalità dei 3.000 lavoratori è finita a casa e la speranza di un rilancio legata alla <a href="https://www.hdmotori.it/prove/nuova-jeep-compass-mild-hybrid-motore-recensione-prezzo-video/"><strong>nuova Jeep Compass</strong></a> è sfumata quando la produzione è stata dirottata in Illinois.Mentre il gruppo automobilistico continua a rassicurare sulla ricerca di un "futuro sostenibile" per la struttura, la pazienza del territorio si è ormai esaurita. Il sindacato dell'auto Unifor pretende garanzie rapide, mentre il sindaco di Brampton, <strong>Patrick Brown</strong>, considera priva di senso l'ipotesi di congelare l'impianto fino al 2031 nella speranza di una futura ripartenza.<h2>Verdetto atteso a breve</h2>Le manovre per sbloccare la situazione sembrano comunque già avviate. Lo stesso <strong>Shimonov</strong> ha fatto capire che i primi contatti per rilevare nuovi spazi produttivi sono cominciati. La risposta decisiva sul <strong>maxi-appalto</strong> è attesa nel giro di poche settimane: un verdetto da cui dipenderanno sia le prospettive di Roshel sia il futuro industriale di Brampton

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