L’uomo di Trump al Pentagono sta destabilizzando l’Ucraina illudendosi di contenere la Cina

Maggio 03, 2026 - 07:30
0 4
L’uomo di Trump al Pentagono sta destabilizzando l’Ucraina illudendosi di contenere la Cina

«Spegniamo questo incendio fuori controllo», dichiarò il pompiere, e subito dopo afferrò una tanica di benzina. In sostanza, è questa la strategia di Elbridge Colby per contrastare l’ascesa della Cina: lasciare che la Russia, il partner più pericoloso di Pechino, e sempre più un suo vassallo, faccia a pezzi l’Ucraina senza pagarne il prezzo. In un recente editoriale del Washington Post, l’ex leader del Senato, Mitch McConnell, ha accusato l’ufficio politico del Pentagono, guidato da Colby, di rallentare l’erogazione degli aiuti all’Ucraina approvati dal Congresso e di rifiutarsi di spiegarne i motivi.

Nel suo libro “The Strategy of Denial” (La strategia della negazione), Colby sostiene che la priorità assoluta degli Stati Uniti debba essere impedire alla Repubblica Popolare Cinese, da lui indicata come un egemone ostile, di dominare l’Indo-Pacifico. Per riuscirci, occorre concentrarsi in modo rigoroso e disciplinato sulla deterrenza, rafforzare la fiducia degli alleati e dimostrare agli avversari che gli impegni americani sono incrollabili. Eppure, il Colby che ha scritto questo magnum opus non può essere la stessa persona che ha scaricato l’Ucraina, con evidente soddisfazione pubblica della Cina. Non stupisce che il senatore Mitch McConnell, votando contro la sua conferma, abbia definito le sue idee «autolesionismo geostrategico».

Un’inchiesta esplosiva di Politico ha rivelato che dietro la recente sospensione delle forniture di armi all’Ucraina c’era proprio Colby, sottosegretario alla Difesa responsabile delle politiche strategiche.  L’intervento di McConnell fa pensare che non si sia trattato di un caso isolato, ma di un comportamento più generale: fondi approvati mesi fa restano inutilizzati al Pentagono, e quando i parlamentari chiedono il perché, non ottengono risposte.

La motivazione ufficiale, adottata lo scorso luglio, era la preoccupazione per il livello delle scorte, una considerazione legittima che può richiedere una gestione attenta dei flussi di aiuti. Ma questa spiegazione non ha retto alla prova dei fatti. Analisti militari interni al Dipartimento della Difesa hanno concluso che continuare ad aiutare l’Ucraina non avrebbe compromesso la prontezza operativa americana.

La decisione ha anche sabotato l’obiettivo dichiarato della Casa Bianca: un cessate il fuoco accettato da entrambe le parti. L’Ucraina aveva accettato la proposta mesi prima. La Russia non si è limitata a rifiutare: ha irriso i colloqui di pace e ha fatto apparire Washington debole e indecisa.

Il 4 luglio del 2025, dopo la telefonata tra Trump e Putin, la Russia ha colpito l’Ucraina con il più grande attacco di droni dall’inizio della guerra. Undici missili e 539 droni Shahed russo-iraniani sono stati lanciati contro Kyjiv in un assalto durato sette ore. Quel record è stato battuto appena cinque giorni dopo, il 9 luglio, quando la Russia ha lanciato 728 droni e 13 missili in un altro attacco massiccio.

Questi attacchi, a quanto pare, sono resi possibili dalla Cina. Secondo Bloomberg, il 92 per cento dei componenti stranieri rinvenuti nei droni killer che terrorizzano le città ucraine è di origine cinese. E il 23 luglio The Telegraph ha riferito che la Russia impiega ormai droni interamente prodotti in Cina per condurre la sua guerra criminale in Ucraina.

Nel 2026, la campagna aerea russa si è ulteriormente intensificata. Nel solo mese di aprile, le difese aeree ucraine hanno dovuto affrontare più di 6.800 tra droni e missili: il mese più intenso di attacchi a lunga distanza dall’inizio della guerra, con bombardamenti notturni che hanno superato in media i 200 droni.

Proprio il giorno in cui emergevano sui giornali le manovre di Colby sulle forniture di armi autorizzate dal Congresso, Wang Yi, il massimo responsabile della politica estera del Partito Comunista Cinese, ha messo in chiaro la posizione di Pechino: «La Cina non può permettere che la Russia perda la guerra in Ucraina», ha detto a diplomatici europei durante un briefing a porte chiuse.

Perché la Russia non abbandonerà la Cina per una partnership con l’Occidente
La Cina gode del favore dell’ottantun per cento dei russi, mentre il settantuno per cento esprime ostilità verso l’Unione Europea. Ucraina e Stati Uniti sono gli unici Paesi guardati con disprezzo ancora maggiore. L’idea che Washington possa in qualche modo convincere la Russia ad abbandonare la Cina e a unirsi all’Occidente va contro tutto ciò che sappiamo dell’eredità imperiale del Cremlino. La legittimità di Mosca si fonda sulla negazione dell’autonomia dei popoli che sottomette: dai servi della gleba dell’epoca zarista agli abitanti dell’attuale Federazione Russa.

La Costituzione americana si apre con una formula che il Cremlino considera una minaccia esistenziale: We the People, «Noi, il popolo». La libertà e la dignità che americani ed europei auspicano per i molti popoli della Russia sono esattamente ciò che minaccia il sistema di oppressione e dominio di Mosca.
Dal 2022, Colby sostiene la necessità di sacrificare l’Ucraina sull’altare degli «interessi americani». Ma ciò che si profila è la perdita della sicurezza americana per colpa di illusioni e incompetenza.

Come l’indebolimento dell’Ucraina mina la deterrenza americana nel mondo
Indebolendo l’Ucraina, Colby fa esattamente ciò da cui la sua stessa dottrina metteva in guardia: favorisce il consolidamento di un asse Cina-Russia-Iran-Corea del Nord che minaccia gli interessi statunitensi ben oltre l’Europa orientale. La deterrenza americana si regge sull’affidabilità degli impegni assunti. Che messaggio manda, allora, il taglio degli aiuti all’Ucraina a Taiwan, al Giappone o alle Filippine?

C’è anche un costo più immediato. L’Ucraina sta sviluppando tattiche innovative nell’uso dei droni e nella difesa contro di essi, che le forze statunitensi hanno urgente bisogno di comprendere. Eppure il Pentagono continua a limitare l’accesso a quel teatro operativo e a rallentare la cooperazione con le forze armate e il settore industriale ucraino.

Gli Stati Uniti perdono credibilità quando si mostrano indifferenti e tradiscono chi vuole soltanto difendere la propria casa senza essere ucciso dalla Russia. È così, con l’erosione della determinazione, che le grandi potenze finiscono per scivolare nelle guerre che cercano di evitare.

L’Ucraina ha già dimostrato che una strategia della negazione, cioè impedire all’avversario di raggiungere i propri obiettivi, funziona. Con gli strumenti giusti, ha affondato gran parte della Flotta russa del Mar Nero, ha riconquistato territori e ha messo a nudo i limiti dell’aviazione russa, da ultimo con l’Operazione Spiderweb, che ha distrutto una fila di bombardieri di Mosca in profondità dietro le linee nemiche.

Anche lasciando da parte l’argomento morale, aiutare l’Ucraina è un imperativo strategico secondo lo stesso schema teorico di Colby. Mosca ha reintrodotto la conquista territoriale aperta nella geopolitica contemporanea. In un mondo del genere, la proiezione di forza degli Stati Uniti in Asia orientale diventa più difficile e molto più costosa da sostenere.

Mentre Washington spende quasi un trilione di dollari l’anno per la difesa, i quaranta miliardi di dollari inviati ogni anno a Kyjiv dal 2022 rappresentano una piccola frazione di quella somma, e un investimento conveniente, se si considera il costo di lasciare collassare la deterrenza.

La verità è che abbandonare l’Ucraina non fermerà l’ascesa della Cina: la faciliterà. Non isolerà Mosca né la avvicinerà all’Occidente: legherà il Cremlino ancora più strettamente a Pechino. Non preserverà la leadership americana: farà a pezzi proprio la credibilità su cui quella leadership si fonda. Nelle mani di Colby, la strategia della negazione si è trasformata in una dottrina del lasciar fare. Vladimir Putin e Xi Jinping non avrebbero potuto sperare in un regalo migliore.

Articolo uscito in precedenza su Euromaidan Press

L'articolo L’uomo di Trump al Pentagono sta destabilizzando l’Ucraina illudendosi di contenere la Cina proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User