Mafia, Colosimo: "Il contesto in cui si vive influisce, la criminalità organizzata prolifica dove c'è degrado"
L’assetto urbanistico di Roma influisce negli ambiti della criminalità organizzata. Lo ha fatto sapere Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, al termine del suo intervento alla Casa dell’Architettura di Roma. “Purtroppo influisce moltissimo, ci sono territori di questa città che oggettivamente sono diventate delle sacche per la criminalità organizzata. Non solo le famose piazze di spaccio ma anche il degrado e la costruzione brutta. La città è piena di territori che hanno bisogno di bellezza. Il contesto in cui si vive e si cresce influisce, dove c’è degrado e c’è povertà prolifica la criminalità organizzata“, ha detto a LaPresse Colosimo, che poi ha parlato delle donne che si dissociano dai clan come Lea Garofalo e la figlia Denise Cosco. “La storia di Denise mi ha profondamente toccato. Con Denise lo Stato c’è stato e non è bastato. Mi colpisce soprattutto perché il suo suicidio è un altro modo della ‘Ndrangheta di uccidere. Questo va detto chiaramente”, ha dichiarato.
E riguardo alla proposta di togliere i figli alle famiglie legate alla criminalità organizzata? “Per fortuna non è più una proposta ma è legge dal 9 di agosto. E’ la più innovativa delle possibilità dell’ultimo periodo nella legislazione antimafia. E’ la scelta di dare una nuova identità a tutti coloro che non scelgono di rimanere mafiosi. Dà la possibilità di dire alle donne che si vogliono ribellare al clan: se volete scappare con i vostri figli, lo Stato vi dà una nuova identità, una nuova casa, un nuovo lavoro, per ricominciare con un altro nome”, ha aggiunto Colosimo.
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