Mamma litiga con il figlio minorenne e lo chiude fuori casa, condannata a un anno e 4 mesi
Era rimasto per circa due ore chiuso davanti alla porta di casa, cercando inutilmente di attirare l’attenzione della madre per convincerla ad aprirgli. Alla fine, il bambino di 9 anni aveva chiamato il 113, chiedendo aiuto. Poco dopo era intervenuta una pattuglia della Questura, che aveva permesso al bambino di rientrare nella sua abitazione, a Verona. I fatti risalgono al 2024.
Il caso aveva portato alla denuncia della madre, una donna di 39 anni di nazionalità romena, accusata di abbandono di minore. A distanza di due anni, il genitore del bambino è stato condannato dal Tribunale di Verona a un anno e quattro mesi di reclusione. La difesa ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. La ricostruzione fornita dalle diverse parti sarebbe divergente.
Secondo la versione degli investigatori, quel pomeriggio il bambino stava giocando nel cortile del condominio insieme ad alcuni coetanei, mentre la madre lo osservava dal balcone. Terminato il gioco, il piccolo avrebbe cercato di rientrare in casa, ma la madre non glielo avrebbe permesso. Il piccolo sarebbe quindi rimasto fuori per circa due ore, provando più volte a suonare il campanello per farsi sentire. Di lì la chiamata al 113 e l’arrivo degli agenti. Solo a quel punto la donna avrebbe aperto.
Da parte sua la madre ha fornito una ricostruzione diversa: ci sarebbe stato il litigio con il figlio, ma sarebbe stato lui a non voler rientrare in un primo momento. Dopo vari richiami, avrebbe suonato il campanello, senza ricevere immediatamente risposta. La madre sostiene tuttavia di aver continuato a controllarlo dal balcone e nega quindi di averlo lasciato senza sorveglianza.
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