Manovra, Giorgetti: “Legittima la nostra richiesta all’Ue di tener conto della realtà”
Il governo è al lavoro sulla prossima legge di bilancio in una fase che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, definisce particolarmente intensa. Intervenendo in videocollegamento all’assemblea di Federtrasporto, il titolare del Mef ha spiegato che «ci sono delle urgenze che sono connesse anche alla legge di bilancio, alla definizione dei numeri che settimana prossima dovremo presentare e approvare come governo», aggiungendo che «sono ore e giornate frenetiche». Giorgetti ha inoltre annunciato la partenza per il Lussemburgo, dove parteciperà all’Ecofin. «Discuteremo alcune questioni fondamentali per tutta l’economia europea, per l’economia italiana, ma anche per il settore dei trasporti», ha sottolineato.
Tra i temi affrontati anche quello dei carburanti e degli interventi adottati dal governo per contrastare gli effetti della crisi legata allo Stretto di Hormuz. «Gli interventi che abbiamo messo in campo in questi mesi, dal taglio delle accise al sostegno dell’autotrasporto, hanno cercato di prevenire o almeno attutire il ciclo vizioso» innescato dalla crisi, ha spiegato il ministro. Secondo Giorgetti, si è trattato di «un massiccio quanto doveroso impiego di risorse pubbliche». Nelle ultime settimane, ha aggiunto, «alcune iniziative sono state assunte fortunatamente anche dalle imprese nel campo dell’energia e dalle compagnie petrolifere. Il governo le valuta con favore e monitorerà gli effetti».
Sul fronte europeo, il ministro ha ribadito la posizione italiana sulle regole di bilancio. «Abbiamo dimostrato di essere in questi anni addirittura più rigorosi nel rispettare le regole di bilancio europee e riteniamo che questo ci legittimi a porre il tema, ovviamente insieme ad altri Paesi, di come queste stesse regole debbano essere in qualche modo adattate alla realtà odierna». L’obiettivo, ha precisato, non è mettere in discussione l’impianto generale. «Non mettiamo in discussione il piano generale, ma dobbiamo considerare i fattori rilevanti che in qualche modo condizionano la realtà di oggi». Giorgetti si è soffermato anche sugli effetti degli investimenti del Pnrr, in particolare nel settore delle infrastrutture e dei trasporti. «Per anni si è parlato degli investimenti del Pnrr come se fossero semplicemente le mitiche buche di Keynes, ovvero opere il cui beneficio sarebbe stato essenzialmente quello legato agli effetti di attivazione economica derivanti dalla loro costruzione».
Secondo il ministro, gli effetti vanno invece ben oltre la fase di realizzazione. «Quando si realizza, ad esempio, una ferrovia, l’impatto non si limita certo alla sua realizzazione, ma si estende a beneficio per l’intera filiera che utilizzerà l’infrastruttura». Giorgetti ha ricordato che sono in campo «62 miliardi di interventi sul sistema ferroviario, sui porti e sulla digitalizzazione della logistica», che stanno diventando «sempre meno cantieri e sempre più asset». In chiusura, il ministro ha riconosciuto il clima di incertezza che accompagna questa fase economica. «Ciascuno di noi vive questa fase naturalmente con grande ansia e preoccupazione, ma dobbiamo mettercela tutta e il sistema Italia ne uscirà ancora più forte».
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