Marinoni sul Bilancio di missione: «Oltre i numeri, il valore della comunione»
Monsignor Bruno Marinoni accanto all'Arcivescovo durante la presentazione del Bilancio di missione
Monsignor Bruno Marinoni accanto all'Arcivescovo durante la presentazione del Bilancio di missione«Riconoscimento e comunione». Queste le due parole-chiave attraverso cui leggere i tanti e preziosi dati che illustrano la rendicontazione per il 2024-2025 «delle molte opere che la Chiesa ambrosiana compie», utilizzando l’espressione con cui monsignor Bruno Marinoni, vicario episcopale per gli Affari economici, invita a contestualizzare la logica della pubblicazione: «Riconoscimento alle tantissime persone che si impegnano in queste opere, non solo offrendo un po’ del proprio tempo come volontari, ma sentendosi corresponsabili, concorrendo, ciascuno con le proprie caratteristiche, a una comunione in un momento storico come è quello in cui viviamo, segnato dalla sinodalità».
Il termine missione indica che vi è un obiettivo ecclesiale da raggiungere e che non si tratta solo di un bilancio sociale…
È così. Possiamo dire che la missione è stata raggiunta: basta leggere, oltre i numeri, il senso complessivo di ciò che si è fatto.
Un volume di risorse impiegate che arriva quasi ai 70 milioni di euro…
Sì, sono le risorse che vengono utilizzate, a livello centrale, per offrire un servizio a tutte le 1105 parrocchie della Diocesi, con tre caratteristiche precise: la destinazione ad attività di vigilanza canonica, consulenza amministrativa e servizi (38,6%) – quest’anno abbiamo evaso quasi 2000 pratiche -; sostegno ad attività e progetti sul territorio (pari al 38,2% delle risorse); attività di indirizzo pastorale, coordinamento e formazione (17,5%).
Da dove provengono questi fondi?
Il 40% è frutto di attività e sevizi; c’è, inoltre, il contributo Cei derivante dall’8xmille. Ma voglio sottolineare i 18 milioni (pari al 26%) che arrivano da parrocchie, enti e privati.
Cosa raccontano gli interventi sul territorio?
Come è ovvio, ciò che si evidenzia è la predominanza dell’intervento caritativo, pari a oltre il 60% dell’insieme, aggirandosi intorno ai 17 milioni di euro. Questo aspetto ci parla con chiarezza della missione che si diceva prima. Tuttavia, è interessante anche il sostegno che diamo ad alcune parrocchie – che hanno un loro equilibrio economico complessivo -, dove si registrano situazioni di disparità o di emergenza. Tali interventi a livello centrale sono quindi di tipo perequativo o, talvolta, straordinario. Un altro tema significativo è quello relativo al comparto educativo-formativo, con quasi 2 mln di intervento, che interessa in modo specifico soprattutto le scuole parrocchiali, ma non solo.
Cosa emerge dal Bilancio rispetto alle parrocchie?
Le analisi fanno riferimento all’elaborazione di 1082 rendiconti di gestione nel 2024, quindi quasi per la totalità delle 1105 parrocchie della Diocesi. Questo è un dato importante e non scontato che dice, ancora una volta, della comunione che ci anima come Chiesa ambrosiana. Siamo su cifre molto importanti: nel 2023 avevamo raccolto 270 milioni, nel 2024 il gettito si è ridotto di circa 2 milioni, ma resta un saldo positivo tra entrate e uscite di oltre 7 milioni. Sono aumentate alcune spese straordinarie, ma anche le entrate che vengono dalle offerte ordinarie, quelle di chi prende parte alla Messa domenicale. Senza scendere nel merito (il dato è alle pagine 60-61 del documento, ndr), si può notare che, comunque, le entrate derivanti da offerte e collette reggono e, anzi, aumentano. Queste entrate, pari al 70,3% del totale e i 184 mln e mezzo di risorse destinate ad attività pastorali ordinarie, esprimono bene che la missione propria delle parrocchie è raggiunta. Le parrocchie, inoltre, si indebitano di meno, grazie a percorsi virtuosi e a una maggiore consapevolezza: dai 55 mln del 2019 ai 42,640 del 2025.
L’Arcivescovo ha detto di essere rimasto colpito dal fatto che la Zona I (Milano) abbia, come contributo medio pro capite annuo, il valore più basso della Diocesi, poco più di 25 euro mentre nella III (Lecco) si arriva a 53,30…
Credo che le interpretazioni possano essere diverse per questi numeri, ma sicuramente c’è un tema di appartenenza, che forse in comunità più piccole o più stanziali è maggiormente avvertito. A Milano ci si muove molto, la metropoli è grande, spesso il centro si svuota dei propri residenti nel week-end. Tanto che, invece, le realtà di periferia mostrano un’attenzione maggiore anche in questo contesto.
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