Mauro: "Vlahovic? Morto un papa se ne fa un altro. Chi dopo di lui alla Juventus? Mi viene in mente Darwin Nunez"
L'opinionista ed ex calciatore non fa drammi e guarda al futuro
Massimo Mauro, ex calciatore della Juventus e oggi opinionista, ha parlato a La Gazzetta dello Sport per commentare l'addio di Dusan Vlahovic ai colori bianconeri.
"Morto un Papa se ne fa un altro. Questo non è mai stato un problema per la Juventus, nemmeno di fronte a grandissimi giocatori che hanno lasciato Torino. La stagione di Vlahovic è stata discutibile: prima giocava, poi restava in panchina. Non è stato granché. Il mancato rinnovo non è positivo perché Spalletti aveva dimostrato di tenerci, però poi ci sono gli interessi della società e di concorrenza, per Vlahovic, alla Juventus non ce n’è stata: era di gran lunga l’attaccante migliore in rosa. Quando c’è da firmare un contratto si è in due, se non ci si mette d’accordo..."
KOLO MUANI
"È un giocatore di livello, non c’è dubbio, poi conosce già l’Italia e mi pare che, visto il passato recente della Juventus, bisogna accertarsene. Serve conoscere cosa significhi giocare con la maglia bianconera, c’è bisogno di giocatori affidabili e di rendimento sicuro. Kolo Muani è già stato a Torino e dovrebbe essere affidabile, però ultimamente è stato titolare solo al Tottenham. È un giocatore utile, perché fa l’esterno e può fare il centravanti, ma non è quasi mai stato uno da 20 gol all’anno".
NUNEZ
"Non c’è granché in giro come profili nuovi e affidabili con queste caratteristiche per la Juventus... Mi viene in mente Darwin Nuñez, che al Liverpool non era andato benissimo anche se era stato pagato parecchio. Il fatto è che chi arriva deve diventare il capocannoniere del campionato, come tutti i precedenti centravanti di Spalletti. Però mi sembra che sulle spalle di Luciano ci siano troppe responsabilità..."
COSA SERVE
"A centrocampo ci vuole un aiuto a Locatelli e a Thuram. McKennie è un buon giocatore, però... Lobotka è stato il faro insostituibile di quel Napoli, Anguissa una scoperta meravigliosa: sono stati il motore tecnico e fisico e si sono divisi i compiti in maniera meravigliosa. In Locatelli e Thuram questo finora non lo abbiamo visto. Thuram è una meravigliosa possibilità, però si deve dare una mossa. In una grande squadra non devono servire due anni per far mostrare che sei capace di indossare quella maglia: devono servire due mesi".
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